GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

      Mario Guerrini ,reporter del banditismo.    Gli scorre ancora nel sangue la passione per il mestiere a Mario Guerrini e si vede . Nella elegante libreria Edumondo -  diretta da Marina Boetti - nella via Sulis a Cagliari  nell’ambito dell’itinerante iniziativa  “Storie in trasformazione”  ha infatti presentato il suo ultimo libro in questo primo sabato di marzo, con grande trasporto, con la voglia di raccontare che rimane la prima qualità di un giornalista.                   “ Vi i sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo” , per dirla  con la Fallaci. La molla per scrivere il libro è racchiusa in questa piccola grande verità. Il suo lavoro gli ha consentito di entrare in contatto con un mondo ruvido, pericoloso, in cui la pietà ha perso valore e con personaggi e vicissitudini umane  così forti e terribili che andavano condivise, divulgate. Non solo per il dramma che i sequestrati e le loro famiglie hanno vissuto e che segneranno per sempre le loro vite,…
E' talmente assurda la morte di Davide Astori che al mattino dopo, quando ti alzi dal letto per vivere la quotidianità d'una esistenza effimera e incapace a volte di reagire al dolore, pensi di aver avuto solo un brutto incubo. Incredulità allo stato puro. Invece ci pensano i colleghi dei tg a ripetizione a ricordarti l'atrocità della scomparsa di un ragazzo di trentuno anni, bandiera della tua squadra, uno che se c'era lui in campo dicevi sempre “tanto c'è Davide... e chi passa la dietro?”. L'immagine ce l'hai sul desktop del computer, Davide indossa la maglia rossa e blu che speravi gli si cucisse addosso per sempre, e rammenti che quando ha lasciato Cagliari per tornare a giocare nel continente l'hai amato lo stesso, pure da ex, perché l'affetto dimostrato per l'isola felice da un bergamasco atipico, cresciuto nelle giovanili del Milan, era di valore superiore. Non disse come fan tanti “sognavo di vestire questa maglia” quando sbarcò a Elmas, ma si legò in maniera endemica alla città e ai colori, roba che te lo rimpiangi uno del genere perché…
Lunedì, 26 Febbraio 2018 12:31

un altro zero per la musica - di emilia filocamo

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Zero come cognome d’arte per ripartire musicalmente e non solo. A tu per tu con il cantante Alessandro Tacconelli. Tutte le interviste hanno una genesi diversa, e questo è giusto, fondamentale. Entrare in una vita, prenderne qualcosa e trasformarlo in parole, uscire da quella vita come con un fagotto di nozioni, esperienze, ricordi, emozioni, deve necessariamente essere diverso di volta in volta. Con Alessandro Tacconelli, il cantante Alessandro Zero, questo il suo nome d’arte, l’incipit, e sono sincera, non è stato “agevole” come in tante altre occasioni. Una certa, sostanziale diffidenza da parte sua all’inizio, che non è stata mancanza di fiducia, quanto forse piuttosto un desiderio di proteggersi, di proteggere la propria arte, il proprio bisogno di dire con ritornelli, parole e note chi è e come è concepita la sua vita, è stato il primo impatto. Ma questa insolita e sfuggente ritrosia me lo ha fatto apprezzare di più: perché al sacrosanto desiderio di promozione e visibilità di ogni artista, è subentrato qualcosa di diverso, un contegno che poteva, di primo acchito, essere scambiato per durezza. E magari…
Può sembrare un paradosso per un uomo che ha trascorso gran parte della sua vita a dare la caccia a incalliti criminali, ma se c'è una definizione che calza a pennello a Roberto Lai è proprio quella di inafferrabile. Un giorno è a Roma, un altro a Tokyo, un altro ancora a Washington, impegnato quotidianamente in tante di quelle attività che dieci uomini faticherebbero a gestire in un mese. Se però volete essere sicuri di incontrarlo, allora non vi resta che andare a Sant'Antioco, la sua isola. Tempo qualche giorno e lo vedrete percorrere il bel lungomare, magari impegnato in una discussione con l'amico Vittorio Sgarbi o con Oliviero Diliberto, oppure da solo, con lo sguardo un po' perso tipico degli innamorati. Perché Roberto Lai è perdutamente innamorato di quest'isola incantata nella quale è nato e dalla quale più di tanto non riesce a stare lontano. Un legame fortissimo, una sorta di simbiosi che non lo abbandona neanche quando è lontano migliaia di chilometri dalla sua adorata terra madre, come la volta in cui, alle prese con un'importante indagine che…
Lunedì, 26 Febbraio 2018 12:17

la passione di vivere

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I meno giovani tra i telespettatori sardi -soprattutto quelli di Cagliari e provincia- sanno che era lui l'inventore e l'autore dei filmini doppiati in slang per così dire isolano che fecero la fortuna della neonata Videolina, la più grossa realtà sarda e tra le prime Tv private in assoluto in Italia a metà degli anni Settanta. Ma non tutti sanno chi era davvero Riccardo Coco, uno che ha fatto la storia della Tv privata in Sardegna, qual era la personalità di un uomo che certo verrà ricordato come il pioniere del varietà televisivo autarchico, fatto in casa, cioè interamente ideato, prodotto e realizzato in Sardegna. Quali erano le molle che l'hanno spinto a imporsi all'attenzione generale, quali i segreti della simpatia che ispirava.    Quel suo primo varietà si chiamava "Vivere", andò in onda per quasi sei anni e quattrocento puntate, un vero record; ed era davvero innovativo, con una formula rivoluzionaria per l'epoca. Chiacchiere in studio con personaggi di tutti i tipi, dai divi del cinema e della Rai (allora l'unica Tv che trasmetteva su due reti, mentre il…