GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

  Questa a Gigi Riva mancava davvero. Per lui e su di lui si è detto e scritto di tutto. Si è parlato della sua grandezza di calciatore e di uomo, della sua riservatezza e lealtà, del suo essere sardo più dei sardi, del suo carisma, della capacità di trascinare non solo una squadra di calcio ma metaforicamente un intero popolo. Si sono coniati epiteti indelebili, aggettivi superlativi da far arrossire chiunque, si è parlato di fenomeno senza precedenti nella storia sarda: qualcuno lo ha addirittura accostato al grande condottiero cartaginese Amsicora che guidò la rivolta contro i romani duecento anni prima di Cristo. Si sono scomodate dunque la storia, la politica, la sociologia, persino la psicoanalisi. Ma che Giggirriva diventasse addirittura protagonista-vittima nel racconto di un romanzo giallo, no, questo davvero mancava. A colmare quella che con un sorriso definirei "lacuna", ci ha pensato Maurizio Vicoli, scrittore abruzzese dai forti legami con la Sardegna, in questo suo primo poliziesco intrecciato con la storia díItalia degli anni a cavallo tra il 60 e il 70. Quando il Cagliari vinse lo scudetto,…
  Statue e bronzetti respirano il clima dell’età geometrica, che è meglio definita nell’VIII secolo a. C., in cui “è supponibile il formarsi di una prima coscienza storica dei sardi”, in una società con assetto aristocratico, evoluta sul piano economico, anche grazie allo sviluppo dell’agricoltura, florida e con strutture urbane.  Una società “non subordinata né integrabile, che non ammette egemonie esterne”…una società “ competitiva ed espansiva, autonoma e determinata” in grado di contrastare l’influsso fenicio e la colonizzazione greca della Sardegna. G. Lilliu puntualizza, poi, la sua posizione assunta nel 1976 con l’accostamento al mito di Iolao  e con l’interpretazione delle statue come ricordo per immagini dei Tespiadi, “antenati-eroi-guaritori”. Se la proposta poteva “appagare il sentimento romantico dei cultori del mito, non ha dalla sua parte un qualche dato concreto che la renda credibile storicamente, a parte la considerazione che il racconto leggendario ci descrive i Tespiadi dormienti, mentre le statue rappresentano personaggi in piedi, svegli, in attitudine di vita e di azione”. Pertanto l’Autore  preferisce proporre l’idea di una teoria di personaggi esposta nel santuario “pansardo” di Monti Prama:…
Teatro, tv, doppiaggio e radio: tutte le “vite” dell’attore Luca Gatta. In genere non racconto mai forse abbastanza della genesi delle mie interviste, e per genesi intendo la fase successiva al contatto con l’artista e, dunque, il lasso di tempo che talvolta intercorre fra le mie domande e le risposte. Nel caso di Luca Gatta, artista effervescente, poliedrico ed inarrestabile, questa genesi è stata piuttosto originale perché, forse per la prima volta, si è verificato il caso di un’intervista a quattro mani. Luca Gatta ha infatti gentilmente collaborato, e non solo nel logico e consequenziale contributo delle risposte, alla stesura di questa intervista, fornendomi, scrivendo dettagli, tantissimi, su tutta la sua vita artistica. Un susseguirsi di partecipazioni, presenze, iniziative, progetti, lavori, davvero impressionante, al punto tale che ho avuto, rileggendo tutta l’intervista, quasi l’impressione che Luca Gatta abbia avuto più vite. Una per ognuna delle sue passioni, delle sue necessità di artista. Una spinta vitale ed un’energia che lo hanno portato dalle assi del palcoscenico agli studi della radio, dai set importanti come quello di Neri Parenti, alle piccole produzioni…
Dal set del Commissario Maltese al Paradiso delle Signore 2: a tu per tu con l’attore Antonio Milo. Non c’è un solo modo per descrivere una terra, quasi mai. Una terra è fatta della sua gente, dei suoi colori, dei contrasti, della sofferenza e della gioia, degli squarci indimenticabili perché panoramici, perché identificativi della benedizione di bellezza con cui quella terra è stata seminata, e poi  di “squarci” diversi, che rendono giustizia al termine, recando in calce, il nome di vittime che diventano eroi, di eroi che non muoiono mai, e si attardano nella memoria  della collettività con insistenza , come un faro indelebile. La Sicilia è una di queste terre fatte di squarci simili ad un Giano bifronte, alle due facce di una stessa medaglia: squarci che sanno di vento, di scirocco furioso, o di mandorli resi incandescenti dal sole; e squarci che l’hanno segnata con il piglio di rughe di sangue. Ed è lei l’altra grande protagonista di questa intervista all’attore Antonio Milo, che nel Commissario Maltese, fiction di successo, ha interpretato Saverio Mandarà, uno degli agenti capitanati…
Da un provino per strada ai Festival di cortometraggi. Quando la passione è destino. L’attore Dario Giarrizzo si racconta. Si può tentare di minimizzare, razionalizzare, ignorare, si può restare indifferenti o circoscrivere il tutto nel cerchio più rassicurante della casualità. Eppure il destino, perché è di destino che si tratta, ha un modo strano di divertirsi, di scompigliare le carte e rimetterle in ordine come più gli piace, come preferisce, arrivando a vincere, sempre. E’ la prima cosa a cui penso intervistando l’attore siciliano Dario Giarrizzo, un artista innanzitutto umile, che parla poco di se e ringrazia gli altri, chi gli ha dato la possibilità di un provino, di una chance in più, di un’occasione. Un artista che si definisce ancora “in fieri”, né emergente, né inesperto, semplicemente voglioso di imparare, di sfidarsi in mille e più modi, “ rubando” il mestiere da un provino all’altro. Ed è stato proprio un provino a dargli il primo contatto con la macchina da presa, contatto all’inizio drammatico, divenuto poi sprone per lo studio, per il teatro. E da lì, in una successione…