GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 10:52

milena milani che amava tanto cagliari -di giorgio ariu

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«Nel periodo del gran caldo io ragionavo pochissimo. Emilia telefonava al mattino; erano appena le sette e incominciava a dire: "Sei pronta? Fai in dieci minuti, ti aspetto alla fermata in piazza". [....] La frutta la comperavo nel negozio sotto casa, era frutta meravigliosa, appena arrivata dal mercato, e il padrone per sbalordirmi cercava per me la migliore, pesche enormi e tenere con la polpa gialla, susine anch'esse gialle e grosse che si disfacevano in bocca, certe albicocche che avevano un sapore di ananasso». Questo passo di Emilia sulla diga l'ho rilanciato alla scrittrice, Milena Milani, l'altro pomeriggio (assolato) qui sotto il giornale. Dovevamo vederci la sera, l'incontro casuale tra le viuzze dello shopping della Marina: lei a piedi in giro per il gatto. Se lo porta appresso nel suo girovagare per il mondo, ma solo dentro casa, in via Margutta a Roma, a Milano, a Venezia e Cortina si sente tranquillo. In albergo è un casino: deve nasconderlo in reception come fanno certi maschi con la donna a pagamento, poi la mattina deve corrompere la cameriera: «Vedi, nel ristorante…
Ecco, la Sardegna che io amo è questa. L'ho scelta come terra di adozione. Dopo la folgorazione adolescenziale per Gigi Riva, è esplosa in me la voglia di conoscere luoghi, sapori, suoni, colori, profumi che mitizzati da certa letteratura mi parevano così distanti dalle mie tante patrie, dalle mie case. l'incantesimo c'è stato e subito: intuivo che dietro la facciata della prima serata di gala nel grand'hotel, mi portava a ridere di gusto con la gente del posto, così sincera, trasparente, orgogliosa e mai invadente. E' stato come seguire il mio amato aquilone. Anch'io ho ricamato fughe di pensieri attorno a tavolate che dicevano tutto sulla civiltà della tavola: sapori che erano rimasti nella memoria, vini sinceri, musiche avvolgenti. Tutto generoso come la gente, mai fìnta. Per questo è nato il mio paradiso nel posto più bello del mondo, a Santa Margherita di Pula. Ci sono il suono della risacca, i profumi dei pini, le tentazioni degli amici attorno alla nuova grigliata, la voglia di dipingere le pareti, le musiche di Guenda e le ricerche silenziose e profonde di Gianamedeo,…
«Il dio petrolio ha chiamato migliaia di contadini sardi. Ha detto loro: Ecco, venite, lavorate, voi diventerete operai. I contadini sono venuti e il dio petrolio li ha messi ad alzare mattoni, piantare tubi, innalzare torri, fiaccole, alambicchi, serpentine. Dopo che i contadini hanno costruito tre cattedrali nel deserto (Sarroch, Porto Torres, Ottana), il dio petrolio li ha cacciati via perché il suo Tempio è cibernato, può andare da solo. I lavoratori che l'hanno costruito non sono più contadini, né sono diventati operai: sono solamente sottoproletari disoccupati, disponibili per l'emigrazione e/o per il crimine. Ancora una volta, la logica di sviluppo del capitalismo industriale, cioè del neo-colonialismo, in Sardegna ha vinto. E, ancora una volta noi sardi, dopo essere stati vinti, dobbiamo essere convinti. A tal fine, il dio petrolio, ha comprato le testate di due quotidiani sardi che sono diventati la sua Bibbia. È questo il motivo che mi ha fatto interrompere la collaborazione con i quotidiani sardi, ciò ha interrotto il mio tentativo di fare del giornalismo militante. Non voglio fare il salmista, non voglio diventare un cantore di Cesare».Con questa scelta, resa pubblica attraverso la nota autobiografica del…
Se ne va un Capitano d’Industria Italiano. E’ ricordato in questa rubrica poiché amava Cagliari, le sue coste, e la Sardegna. Era solito trascorrere le sue vacanze qui, a scoprirne il mare e l’entroterra.  Una vita trascorsa a fare di un sogno un’industria d’eccellenza, prima nel mondo e all’avanguardia nella tecnica pneumatica. Erminio passeggiava per questa città e ogni tanto fermava qualche giovane per strada. Uno di questi giovani non dimenticherà mai una frase: “voi siete laureati! Dovete prenderla voi quest’Italia! Quelli come me l’hanno costruita, quelli dopo l’hanno distrutta. Ora tocca a voi!”. Siamo giovani con gli occhi brillanti grazie ad incontri con persone di questa statura civile. Ci sarà sempre nell’isola, un posto per Erminio Bonatti.
Una vita ed una famiglia all’insegna del cinema. A tu per tu con Luigi De Laurentiis dopo l’uscita del nuovo film di Verdone, Benedetta Follia. Parlare di cinema quando il cinema non è soltanto un’idea, un sogno/ progetto con una insperata realizzazione, un mestiere che ha incrociato il proprio percorso all’improvviso, una data con un orario ed un’occasione colta al volo, un colpo inaspettato di fortuna, una chance afferrata con abilità e tempismo, parlare insomma di cinema quando il cinema stesso è culla, poi casa e destino, è un’esperienza davvero unica, emozionante per chi, come me, guarda al cinema come ad un miracolo –barra –magia. E questa esperienza mi ha toccata due volte, avendo avuto l’opportunità di intervistare nuovamente Luigi De Laurentiis. Le domande, da quelle inerenti l’ultimo film di Verdone, alla tipologia di dettagli che inducono il giovane produttore ad accettare la sfida di un nuovo lavoro, mi hanno introdotta piacevolmente in un mondo nel quale il cinema è storia, cambiamento, evoluzione, passato, presente e futuro. Un mondo nel quale le idee, quelle giuste, le storie, quelle valide, sono…