GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Harvey Weinstein è sulla graticola. Dopo decenni di galline lesse. Ci siamo sempre chiesti cosa fa scatenare il repentino capovolgimento di fronte, cosa si rompe nel momento in cui un grande cade. Le domande sono molteplici: è arrivato qualcuno più grande di lui? Sono saltati gli equilibri che lo tenevano in vita? O semplicemente doveva andar così? Di certo non abbiamo mai sentito una valletta raccontare le sue molestie in diretta dal palco di Sanremo. Come per le grandi rivoluzioni viene da chiedersi chi le ispira, quanto c’è di vero, e soprattutto: come mai solo adesso? In natura il capo branco viene destituito quando ormai è solo e malato. La conservazione del potere forse è l’arte più complessa e inesplorata.
A tu per tu con “il Cavaliere di Riparata”, l’attore Claudio Botosso, reduce dal successo de La Locandiera. Del teatro Vascello ho un ricordo non abbastanza sfocato per diventare labile. Pur risalendo a qualche anno fa, mantiene intatti contorni ed emozioni. E’ un ricordo che fa rima con teatro, con Roma, con arte, è soprattutto una giornata di primavera, di quelle che nella città eterna sembrano glassate da un’eleganza unica. Il mio ricordo risale ad una serata di teatro appunto. Fatta di attesa costumata, di file ordinate, di profumo, biglietti e bottiglietta di acqua al seguito. Per questo quando ho avuto l’opportunità di intervistare Claudio Botosso, che dal 19 al 23 dicembre 2017 è stato in scena proprio al Teatro Vascello di Roma con la Locandiera, i ricordi sono venuti prepotentemente a galla e mi hanno trascinata.  La mia ammirazione per chi fa teatro, per chi fa di questo mestiere tutto prime, prove, sipario e luci, si è miscelata in maniera armonica con il ricordo e con le emozioni provate allora. Qualcosa che, seppure lontano nel tempo e non ripetibile,…
Chi si aspetta un’intervista tradizionale, e per tradizionale intendo un’intervista fatta di uno schema preciso, di domanda e risposta, e a domanda precisa corrisponde, generalmente, una risposta precisa, in questo caso, nel caso dell’intervista al produttore esecutivo Vincenzo Ferraro, resterà, forse, deluso. E non perché non sia composta come sempre da domande a cui vanno date le giuste risposte, ma perché l’amore del protagonista per Napoli, e per tutta la sua terra, per la provincia come per il centro storico, per Poggioreale come per i quartieri più difficili e complessi, è tale ed esuberante, che ogni “ diga” di domanda che richiederebbe una sola risposta e precisa, diventa solo un trampolino per rinnovare la passione per un territorio che non è solo colpa, pericolo o criminalità, ma che, come il suo film, nel nome del Padre, attenzione con la P maiuscola, rivelerà nei prossimi mesi, è luce, miracolo, coraggio, genialità, simpatia, voglia di vivere e, anzi, di risorgere. Vincenzo, qual è stata la scintilla che ha fatto nascere un progetto così importante socialmente, Nel nome del Padre? Il progetto è…
Il Professor Sandro Fenu era noto nella comunità scientifica internazionale per essere una delle anime dell’Istituto di Farmacologia dell’Università di Cagliari.  E’ scomparso qualche giorno fa lasciando un vuoto senza pari nel mondo della ricerca e nella società civile. Non ultimo nel mondo dell’etica.    A pochi, silenziosi, umili, determinati scienziati come Sandro il mondo deve i miglioramenti farmacologici che tanto hanno rivoluzionato la qualità di vita di tante persone ammalate.  Alla loro genialità si devono anni e anni di pazienza per capire l’interazione di una molecola. Strade tortuose, percorse con costanza, pazienza, passione. Strade che arrivano a quella  giusta a riflettori spenti. E accendono la vita.    L’Ateneo Cagliaritano, per il quale Sandro ha operato tanto, i suoi associati soprattutto, non possono  perdere occasione di intitolare un centro di ricerca a Sandro Fenu. Egli ha giocato da  fuoriclasse anche nel privato, con la sua splendida famiglia.     Ha commosso vedere quanto i suoi studenti fossero affranti: i giovani, si sa, non mentono mai.  La scienza si è fermata di fronte a lui, non lo ha aiutato nel superare…
A sentire Antonio Marras che racconta di se si scopre Alghero sotto altre vesti. Nella città catalana questo meraviglioso artista divora tanto cinema per trovare ispirazione al suo genio. Gli hanno chiesto se aver fatto di Alghero, della Sardegna, la sua prima casa abbia giovato alla sua carriera. Egli ha spiegato che era felice delle sue scelte, e che la famiglia contava quanto il resto.    Qualche mese fa Alghero ha ospitato il giro d’Italia: brillavano nel mare tanti nastri rosa. Non si erano mai visti dei nastri chilometrici sul mare. L’ideatore di tutto questo è stato Antonio Marras. Un concreto sognatore.    A 26 anni disegna la prima collezione. Il resto è solo gloria. Un trionfo creato prendendo per mano i musical, la danza, il teatro, il cinema. Questo intreccio artistico ha dato vita alla Sua unicità.  Lo contendono le fondazioni di arte contemporanea, l’Accademia di Brera lo onora della Laurea Honoris Causa.    Nonostante trent’anni di successi, una terra che finalmente non è riuscita a invidiarlo, lo si può trovare a Fiumicino chiedere ad uno studente fuori sede…