GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Paschiscedda est una de is festas prus mannas de sa Cristianìa e doncas est connota in totu su mundu chi dd’abetat cun prexeri po un’annu interu. Sa televisioni e is mass media ant cuncursu a ndi fai una festa chi parit sempri prus simbillanti in dogna logu de sa Terra, tant’est chi at pigau una bisura comuna. Bollu nai chi is usantzias e is costuminis chi una borta aparteniant sceti a unu locu, a pagu a pagu, casi sentz’‘e si ndi sapìri, si funt perdius. Sa genti at prefertu sighiri modas bennias de atesu,  poita fiant noas e atraiant. Custu est sutzediu in Sardigna puru e non po sa Paschiscedda sceti. Bastat a pensai a su tempus de is annus Sessanta e Setanta, a candu, in nomini de su modernamentu, medas bortas est istetiu fatu arrasu de is arrichesas curturalis cosa nostra, mirendi a fai prevalessi cussas natzionalis e de su mundu etotu. Po cust’arrejoni eus perdiu una parti manna de is arrichesas de sa musica, de sa poesia, de is costumus, de sa lingua, e pofintzas de s’art’‘e coxinai.…
Il Natale rappresenta la più suggestiva tra le celebrazioni della religione cristiana, in quanto festa della Natività di Gesù. L’origine risale al IV secolo e la scelta del 25 dicembre non è casuale, visto che è correlata a un fenomeno naturale: passato il solstizio d’inverno, le notti cominciano ad accorciarsi e le giornate si allungano. Gli antichi Romani celebravano infatti con gioia la festa del “sole invitto”. Fra le tradizioni natalizie si annoverano certamente il presepe e l’albero. Il primo, istituito da San Francesco nel 1223 a Greccio, sulle colline di Rieti, attraverso l’allestimento di una sacra rappresentazione rievocante la nascita di Gesù, è molto comune nei paesi dell’area mediterranea e deriva il suo nome dal latino praesepe, is, neutro praesepio, che significa propriamente recinto per il bestiame, stalla, mangiatoia, greppia. La Natività ha poi ispirato numerosi artisti e, come vuole la consuetudine, accanto a Gesù Bambino, ci sono la Madonna, San Giuseppe, il bue e l’asinello. La tradizione di addobbare un abete è, invece, di chiara origine nordica e, stando a una leggenda, deriverebbe da un’idea del monaco tedesco…
Dentro, la Sardegna è ancora più bella. La  sua anima, lì,  si disvela e riesci a intravederla se ti accosti in silenzio, in punta di piedi, per borghi, paesi e campagne dove si comunica con rispetto . Rispetto dei luoghi, degli spazi, delle tradizioni e soprattutto della generosità e della ospitalità  che non ammettono tradimenti, opportunismi. Proprio perché ti si danno con il cuore anche quando sulla tavola dividono con te il pane che e’ ancora sacro. Quest’isola delle intensità profonde ora e’ a rischio di spopolamento, di emarginazione da tutto e da tutti. La Grande Crisi ha tagliato anche gli ultimi presidi delle comunità , contano i numeri, bellezza, e allora giù scuole, uffici postali, caserme dei carabinieri e via de-socializzando. Il drammatico ultimatum lanciato dagli amministratori locali di tricolore fasciati all’assalto del Palazzo  significa disperazione, impotenza. La impossibilità di dare l’oggi e il domani alle comunità ormai in fuga .  L’isola non può polarizzarsi tra Cagliari, la città delle accoglienze ormai stremata nelle braccia e nella pancia, e Olbia-Sassari, se la spina dorsale viene tagliata via. Non si…
Lunedì, 11 Dicembre 2017 10:12

Caro guerrini, perché Banditismo...

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Caro Mario, finalmente ti ho scoperto sotto una nuova veste., non più' col ruolo di libero nell'assetto calcistico dei nostri vecchi e bei tempi. Bensì, libero da tutto ciò che ti circonda, con la parola, la mente ed il cuore. Dopo aver letto tutto d'un fiato il tuo bel libro (ho terminato alle ore 3, 35 di stamattina) mi sarei sentito particolarmente onorato di riportare la mia "Prefazione" al riguardo. Ad ogni buon conto, mi permetto di riportare il mio semplice, sentito e sincero pensiero: Lettura che scorre velocemente e piacevolmente. Ti coinvolge e ti attira sempre di più' con lo scorrere dei fatti. Leggendo tra le righe si riesce ad apprezzare due particolari molto importanti: la spontaneità ed il trasporto nel raccontare da parte dell'autore, certi avvenimenti intrisi da un vero e profondo sentimento. Per cui, i suoi racconti si arricchiscono ancor più' di una maggiore genuinità' che non passa inosservata: frutto del suo animo limpido e libero. Riversa, inoltre, una grande passione nel raccontare i vari episodi diretti ed indiretti. Riuscendo a trasmettere e coinvolgere il lettore in…
Quando ho ricevuto la telefonata in cui mi assegnavano il ruolo, ho festeggiato con tutti i miei colleghi di Accademia. A Gia Comunicazione l’attore Edoardo Sorgente, il Gegè di Gomorra. Questa intervista è giocata quasi completamente sul tavolo del destino, sul lancio di dadi che, in un preciso istante, ci siano dietro un disegno, un’occasione, la provvidenza, il classico posto giusto e la persona adatta, decide di far muovere a passi larghi, fino alla vittoria, la pedina prescelta. Il destino non sente ragioni, non conosce inghippi, ostacoli, semplicemente, come se si trattasse di un appello obbligatorio, di un richiamo senza possibilità di rifiuto, tuona un nome, e pretende. Penso a questo quando ho l’occasione di intervistare l’attore Edoardo Sorgente, ormai nell’immaginario collettivo Gegè di Gomorra. Un personaggio silenzioso ed intelligente, coinvolto nella spirale degli eventi come da un boa constrictor, interpretato magnificamente da Edoardo, un nodo di paura e coraggio, pietà e voglia di emergere, immutabilità della sorte e condanna, accettazione anche qui del destino, e possibilità di redenzione. Un personaggio fatto di contrasti come è impastata di contrasti la…