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Lunedì, 29 Maggio 2017 12:42

dal commissario maltese, antonio milo - di emilia filocamo

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Dal set del Commissario Maltese al Paradiso delle Signore 2: a tu per tu con l’attore Antonio Milo.

Non c’è un solo modo per descrivere una terra, quasi mai. Una terra è fatta della sua gente, dei suoi colori, dei contrasti, della sofferenza e della gioia, degli squarci indimenticabili perché panoramici, perché identificativi della benedizione di bellezza con cui quella terra è stata seminata, e poi  di “squarci” diversi, che rendono giustizia al termine, recando in calce, il nome di vittime che diventano eroi, di eroi che non muoiono mai, e si attardano nella memoria  della collettività con insistenza , come un faro indelebile. La Sicilia è una di queste terre fatte di squarci simili ad un Giano bifronte, alle due facce di una stessa medaglia: squarci che sanno di vento, di scirocco furioso, o di mandorli resi incandescenti dal sole; e squarci che l’hanno segnata con il piglio di rughe di sangue. Ed è lei l’altra grande protagonista di questa intervista all’attore Antonio Milo, che nel Commissario Maltese, fiction di successo, ha interpretato Saverio Mandarà, uno degli agenti capitanati da Kim Rossi Stuart. E’ questa terra benedetta e maledetta insieme, con i suoi figli ed i suoi morti, la sua bellezza eccessiva, quasi sguaiata al punto da dover essere punita con una metà oscura, a snodarsi, materna e succosa, da un capo all’altro dell’intervista; inizio e fine di un legame, anche per chi solo l’ ha accarezzata furtivamente per lavoro, che diventa quasi malia e costringe al ritorno. Un legame che leggo autentico nelle parole di Antonio Milo, insieme a tutto quello che in termini di emozioni, comporta l’aver preso parte ad un prodotto di successo come Maltese.

All'indomani del successo di Maltese, cosa, secondo lei, che ha vissuto dalla pancia questa fiction, ha funzionato perfettamente? Sicuramente l'incontro sinergico di eccellenze sia nei reparti tecnici che nel reparto artistico. La regia di Gianluca Tavarelli mai banale, asciutta, senza fronzoli, efficace e sempre al servizio di noi attori e della storia . La fotografia di Marco Pieroni, che è riuscito con maestria a restituire il clima e i colori degli anni settanta. E poi un cast di attori straordinari, tutti bravissimi. È stato un viaggio straordinario!

La Sicilia, terra meravigliosa e piena di contraddizioni, è spesso location di storie incisive: cosa ancora potrebbe raccontare questa terra nei prossimi anni?
La Sicilia è una terra bellissima. Quando ci torno è sempre motivo di grande felicità per me. Io auspico racconti  sulle eccellenze che questa terra esprime. Perché no anche una fiction sul volontariato, per raccontare l'impegno civile di persone che nel loro piccolo compiono gesti eroici.

Siamo vicinissimi ad una data emblematica, per la quale, penso alla fiction che andrà in onda su Falcone e Borsellino, i messaggi televisivi si moltiplicano. Come ha vissuto la notizia di quei momenti terribili, quando il terrore, un terrore " nostro" tutto " italiano" si è impossessato del Paese? E da artista, qual è il suo sentire, la sua reazione? Purtroppo è uno di quei giorni che rimangono scolpiti nella mia memoria. Ricordo perfettamente dove ero e cosa facevo in quel preciso istante. Perché in quel momento è cambiato qualcosa per me, ma non solo. La percezione è stata che il mondo crollasse, e che tutto cambiasse, che niente sarebbe più stato come prima.. Poi subito dopo ho avuto la percezione che il messaggio di Falcone e Borsellino, potesse rimanere impresso nella nostra mente, indelebile, e che sarebbe rimasto sempre vivo, immortale, al servizio delle generazioni future. "La mafia non è invincibile , è un fatto umano, e come tale avrà una fine" .
Il momento più difficile/ drammatico e quello più divertente durante le riprese di Maltese? La difficoltà maggiore è stato sopravvivere al vento. Il vento è stato un elemento sempre presente, che ha messo a dura prova tutti, soprattutto la fonica, che ha fatto un vero miracolo! La cosa divertente è che per creare animo di gruppo tra noi della squadra di Maltese, stavamo sempre insieme. Anche dopo il set, sembravamo dei poliziotti in libera uscita.
Il regista  di Maltese è lo stesso de il giovane   Montalbano: secondo lei squadra che vince non si cambia?  O è solo  questione di fortuna e di caso talvolta? La fortuna o la sfortuna non esistono. La regia di Gianluca Tavarelli è stata fondamentale. Decisamente squadra che vince non si cambia.
Antonio Milo dopo Il Commissario Maltese? I suoi prossimi impegni/ progetti? Sono impegnato sul set del Paradiso del signore 2. Sono il padre di Teresa, Giusy Buscemi. E poi ci sono altre cose che bollono in pentola ma che per scaramanzia non dico.
Mi sono sempre chiesta, dopo che si è interpretato un personaggio incisivo o comunque importante nell'economia di una storia altrettanto emblematica, come si fa a " lavarsi" via  quel ruolo? Ci sono momenti per un attore in cui " svestire" i panni di un personaggio che si è amato particolarmente, diventa difficile?Alla fine un pizzico di quella esperienza, quindi del personaggio, ti rimane dentro e te lo porti dietro, e va a stratificarsi con quelli precedenti.

Cosa sognava Antonio Milo da bambino? Di fare l'attore.
Se potesse fare una dedica ai siciliani e alla Sicilia, quale sarebbe?
La Sicilia per me è una esperienza sensoriale, di odori, sapori e bellezze naturali, un’ esplosione di vita a 360 gradi.

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Giorgio Ariu

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