GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Lunedì, 29 Maggio 2017 12:52

l'opera postuma di giovanni lilliu per gia editrice - di giuseppa tanda

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Statue e bronzetti respirano il clima dell’età geometrica, che è meglio definita nell’VIII secolo a. C., in cui “è supponibile il formarsi di una prima coscienza storica dei sardi”, in una società con assetto aristocratico, evoluta sul piano economico, anche grazie allo sviluppo dell’agricoltura, florida e con strutture urbane.  Una società “non subordinata né integrabile, che non ammette egemonie esterne”…una società “ competitiva ed espansiva, autonoma e determinata” in grado di contrastare l’influsso fenicio e la colonizzazione greca della Sardegna.

G. Lilliu puntualizza, poi, la sua posizione assunta nel 1976 con l’accostamento al mito di Iolao  e con l’interpretazione delle statue come ricordo per immagini dei Tespiadi, “antenati-eroi-guaritori”. Se la proposta poteva “appagare il sentimento romantico dei cultori del mito, non ha dalla sua parte un qualche dato concreto che la renda credibile storicamente, a parte la considerazione che il racconto leggendario ci descrive i Tespiadi dormienti, mentre le statue rappresentano personaggi in piedi, svegli, in attitudine di vita e di azione”. Pertanto l’Autore  preferisce proporre l’idea di una teoria di personaggi esposta nel santuario “pansardo” di Monti Prama: immagini di “remoti antenati-eroi “nazionali”, grandi guerrieri, divinizzati e venerati da tutte le genti nuragiche

Dalla prefazione di Giuseppa Tanda per "La grande statuaria della Sardegna nuragica e i Giganti di Monti Prama" di Giovanni Lilliu per GIA editrice

Letto 151 volte Ultima modifica il Martedì, 30 Maggio 2017 09:01
Giorgio Ariu

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