GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Martedì, 30 Maggio 2017 12:56

Sergio Frau e la Sardegna di Atlante, primo centro del mondo - di carlo nieddu arrica

Scritto da

Sotto l’egida della Associazione culturale “Riprendiamoci la Sardegna” lunedì sera si è svolto presso l’aeroporto di Cagliari/Elmas l’incontro col giornalista scrittore Sergio Frau che ha riproposto la affascinante teoria che vede la nostra isola centro del mondo.

Una occasione per (ri)visitare la mostra, “Omphalos”, inaugurata giusto lo scorso aprile, presso lo stesso aeroporto, area Partenze del Terminal, che indaga sui miti antichi col piglio di un allestimento moderno che utilizza anche il drone per testimoniare una sorta la “nostra Pompei” con innumerevoli nuraghi ancora da dissepellire.

Articolata in quattro sezioni sarà fruibile fino ad ottobre.Nell’affascinante viaggio nel tempo ha fatto da guida col suo megafono lo stesso Frau - che stupì con il saggio “Le colonne d’Ercole. Un inchiesta” del 2004 e le sue archeo teorie - portando nel cuore pulsante di un passato molto remoto da scavare intorno alla Sardegna e i suoi tanti misteri. La rivoluzione continua e le sue ipotesi si fanno stringenti anche nell’imminenza dell’uscita del prossimo libro sull’argomento che rilancia e fortifica le sue convinzioni. Frau è un giornalista, bravissimo, che conosce le regole della comunicazione, i suoi ritmi. Ed a dispetto della materia non facilissima la sua presentazione è fluida, avvincente, convincente. Ma sempre caratterizzata da un rigore assoluto, con citazioni di fonti a supporto. In più la Sardegna “fa la sua parte” nelle testimonianze.

La Sardegna dunque, secondo Frau, era un’isola felice lussureggiante, ricca di tutto dall’argento all’ ossidiana, un luogo sacro e venerato prima che uno tsunami la invadesse e in parte la distruggesse. Eppoi una parte dei Sardi scappa lontano dal mare - e si reca in diverse zone della Toscana - ma lo rievocano nelle tombe, come ad recuperare una nostalgia. L’ esposizione a corredo della teoria “Ombelico” del mondo è così ricca e complessa che non è facile ripercorrere i tanti temi con varie sfaccettature richiamate. Si va dall’indagine per assonanze sul mito del saggio di Giorgio De Santilliana a Sorgono, posta al centro del centro del mondo - i suoi menhir sono più antichi di Stonehenge – alle oltre ventimila torri megalitiche, alla maledizione di Dionisio che trasforma in delfini i pirati dipinta in un vaso antichissimo, al posizionamento al 40° parallelo nord che sconvolge perchè i limiti del mondo vanno riconsiderati da ovest ad est. E se si parte dall’Anatolia che è l’alba rispetto ai Greci e si va dritti al tramonto, si trova la grande isola di Occidente, la nostra isola. Alba e tramonto ovvero i fratelli Prometeo, divorato dall’aquila, e Atlante come mirabilmente raffigurati nella famosa coppa in ceramica greca nella quale si rappresenta la terra conosciuta ed il serpente che potrebbe simboleggiare significativamente proprio il mare.

Se il primo libro ha suscitato interesse, discussioni, polemiche – come ha ricordato il giornalista Mauro Manunza ma anche qualcosa vicino alla scomunica (veramente ha ironizzato Frau per la scomunica “ci vuole almeno un Papa …”) – anche per il secondo in uscita, vi sono buone probabilità. Ed è per questo che Sergio Frau con autosarcasmo ha avvertito “Il libro è un mattone” perché è zeppo di fonti, richiami, citazioni. Sarà, ma a giudicare dal successo tributato dalla sala gremita siamo sicuri affascinerà anche i lettori. E non poco.                                                                              

Carlo Nieddu Arrica

Letto 588 volte
Giorgio Ariu

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.