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Venerdì, 16 Giugno 2017 10:02

Tanto teatro ed un progetto top secret per il cinema: a tu per tu con l’attrice Stefania Masala . intervista di Emilia Filocamo

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Tanto teatro ed un progetto top secret per il cinema: a tu per tu con l’attrice Stefania Masala

 

 

Non riesco a considerare questa intervista all’attrice Stefania Masala come tutte le altre. Ed in questo non c’è una banale logica di preferenza. La differenza sta nel fatto che, quando si parla con Stefania, quasi sempre si finisce per tacere, e non perché non si abbia nulla da dire, ma perché l’artista, appunto da artista qual è, è capace di inondare con riflessioni, spunti e considerazioni che interdicono, ovviamente in senso positivo, e traghettano, magicamente, il discorso in tutt’altra direzione, come uno sbuffo di vento più deciso su una vela che dapprima era un po’ pigra. Le stesse domande diventano semplicemente degli spunti, diciamo piuttosto un solletico, per raccontarsi in maniera nuova e diversa, per trascendere dalla riduttiva elencazione di progetti e speranze, di fatto e di farò, e riflettere, in senso più universale, su tutto ciò che ci circonda.

Prima cosa che imparo da lei, è che dopo aver attraversato un momento particolarmente difficile, e quest’anno per Stefania Masala lo è stato, si ritorna agli amori autentici e primordiali. Nel suo caso la musica, la sua chitarra, che aveva abbandonato da un po’. Lei, da studentessa di Conservatorio e concertista, l’ha imbracciata nuovamente quando ha capito che il vento, appunto quello della vela, è tornato benevolo e a suo favore. Così mi introduco nel suo mondo di poesia, arte, di ricordi e di coraggio. Tanto.

Chi è Stefania Masala oggi? Quali sono le novità che ti riguardano? Beh, vengo da un anno molto particolare e complesso, soprattutto dopo la morte di Albertazzi, del mio maestro, della mia guida e dopo una serie di problemi personali. La grande novità è che ho ripreso a suonare la chitarra, cosa che non facevo da un po’. Per il resto c’è la ripresa ad agosto dell’Aulularia di Plauto con Edoardo Siravo: toccheremo i teatri più importanti.

Se non erro si tratta di uno spettacolo molto particolare, in latino fra l’altro. E’ stata un’operazione unica, abbiamo mantenuto parti in latino, laddove è chiaro il significato. E’ un approccio moderno per comprendere cosa Plauto ha di noi, della nostra società, e cosa di Plauto c’è in noi. Apro lo spettacolo cantando in latino una canzone molto bella, su musiche del maestro Francesco Verdinelli. E’ stata una grande soddisfazione notare l’entusiasmo dei giovani, delle scuole, ai quali essenzialmente è rivolto lo spettacolo, abbiamo fatto diversi matinee e spesso venivano a salutarci nei camerini parlando in latino.

E poi cosa altro ti aspetta, altri progetti? L’anno prossimo, con Patrick Rossi Castaldi, Gabriella Casali e Siravo, porteremo in scena un riadattamento di Pirandello, dell’Enrico IV, della Carriola e dell’Uomo dal fiore in bocca che dà il titolo allo spettacolo. E’ un excursus nella poetica pirandelliana, sull’essere e l’apparire, sul fingere, e un po’ come per l’Aulularia si rivolge soprattutto ai giovani. In una società dove prevalgono arroganza e mancanza di rispetto, credo che il teatro sia fondamentale, come strumento di rieducazione. Il prossimo inverno poi mi dedicherò allo spettacolo che ho scritto, una creatura tutta mia, Pour toi Armenie, dal titolo della canzone di Charles Aznavour che svela tanti non detti sulla persecuzione del popolo armeno. E la conclusione a cui arrivo sempre, è che la storia può insegnare, ma noi continuiamo a non imparare.

Stefania, il cinema e la tv? Ci sono novità anche in questa direzione? Sono stata ospite in tv da Milly Carlucci per la trasmissione Vita, Morte e Miracoli di Giorgio Albertazzi. E spesso sono ospite di Marzullo. Ad esserti sincera sono una pessima biografa di me stessa. Ho un progetto cinematografico ma preferisco non parlarne, per scaramanzia!

 

Che tipo di spettatrice sei? Allora, per quanto riguarda il teatro, ci vado spessissimo, soprattutto perché vengo invitata da tanti colleghi. Spesso rimango un po’ delusa dai cartelloni dei teatri ufficiali, mentre c’è tutto un sottobosco di attori bravissimi che si impongono nei teatri non ufficiali e che hanno un talento incredibile. In tv adoro guardare i documentari, soprattutto quelli storici. Le fiction purtroppo mi annoiano, anche perché spesso non riesco a seguire intrecci e sviluppi dei personaggi, colpa della mia memoria, che è un po’ particolare. Forse pessima biografa di se stessa Stefania Masala, ma capace di concentrare l’attenzione in maniera incredibile con la sensibilità e l’intelligenza che le appartengono. Ci salutiamo ancora una volta come due amiche dopo una chiacchierata informale, in attesa del prossimo appuntamento telefonico. Ci siamo già

 

sfuggite” una volta, proprio qui a Ravello, ma qualcosa mi dice che il teatro ci farà finalmente incontrare. 

 

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Letto 483 volte Ultima modifica il Venerdì, 16 Giugno 2017 10:12
Giorgio Ariu

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