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Giovedì, 22 Giugno 2017 13:14

Incontro con l' acting coach di Silvio Muccino,Luca Argentero,kasia Smutniac e tanti altri. di Emilia Filocamo

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Non c’è qualcosa che non insegnerei. Un artista deve essere innanzitutto generoso. Parola di Mauro Pini, acting coach di Omar Sharif, Silvio Muccino, Kasia Smutniac, Ricky Memphis, Luca Argentero, Nicolas Vaporidis, Margareth Madeè,  Hristo Jivkov e tanti altri.

 

Cominciare un’intervista, vuol dire fare un viaggio, entrare in una vita, prenderne qualcosa furtivamente, siano essi un consiglio, un insegnamento, un ricordo, un’emozione o una sensazione e poi uscirne con la stessa discreta delicatezza. E quando a me è toccato entrare nella vita di Mauro Pini, acting coach di fama, un ingresso durato credo in totale una mezzora, un simpatico andirivieni, con la chiave della curiosità, giocato su domande e risposte, mi sono portata addosso la sensazione, piacevolissima, di un incontro unico e che, difficilmente, potrò ripetere con le stesse caratteristiche sorprendenti. Mauro Pini è un artista: e non lo affermo solo per la capacità che possiede di indirizzare il lavoro degli attori ma soprattutto perché lo è nell’accezione più alta che questo termine possa avere, nella generosità con cui passa la propria arte, vaso comunicante e senza ostruzioni. Ed è una sua risposta in particolare, alla fine quasi di questa intervista, a darmene testimonianza definitiva e diretta.

Mauro, cosa vuol dire fare l’acting coach oggi? Più che altro, posso dirti cosa vuol dire fare l’acting coach in generale, e vuol dire essenzialmente indirizzare l’attore, l’artista, verso la costruzione di una nuova vita, che è quella del personaggio, a cui dovrà dare tutto: vita, voce, e corpo. Sicuramente per fare questo mestiere servono un’ ottima preparazione tecnica, ma anche molte doti psicologiche, ed una forte sensibilità, perché si deve provare amore incondizionato, sia per l’attore che per il personaggio intepretato.

Come sei arrivato a questo mestiere dalla tua vita “ precedente”? Ti riferisci ovviamente al fatto che sono nato come mimo ed acrobata: non parlavo poiché soffrivo di balbuzie, risolta poi successivamente, ma all’inizio pensavo di non superarla, quindi comunicavo essenzialmente con il corpo. Ho sempre avuto tuttavia una grande passione per il teatro ed il cinema, e ho cominciato a fare formazione, affiancando gli insegnanti. Seguivo tutti i corsi di recitazione, in 7 anni di studio, sono stato presente 7 giorni su sette, le uniche due assenze che ho fatto sono state causate da uno sciopero dei treni e da un autobus che ha avuto un guasto. Ho capito che non volevo stare davanti alla macchina da presa, o sul palcoscenico, ma dietro, che preferivo non apparire. Dopo più di 600 spettacoli teatrali mi sono reso conto di aver bisogno di dare in termini diversi, di insegnare.

Da addetto ai lavori, come e quando ti accorgi che non sei di fronte solo ad una persona di talento, ma ad un vero fuoriclasse? Ti ringrazio per la domanda: in genere mi rendo conto che si tratta di un fuoriclasse quando intravedo la capacità di dimenticare se stesso e lasciar vivere il personaggio. Non bisogna mai essere egoisti in questo, esiste il personaggio, esiste la sua vita, l’attore è solo un involucro creativo.

Qual è stata nell’arco della tua carriera, l’esperienza più bella? E quale quella più complicata? Posso dirti che tutte le esperienze che ho fatto sono state complicate ma belle, perché questo è un lavoro straordinario ma complesso; recitare è molto profondo, è difficilissimo, ed è un’esperienza densa, stratificata.

Della tua precedente esperienza lavorativa cosa porti nel tuo mestiere di acting coach? E come si compenetrano le due cose? Della mia esperienza precedente porto sicuramente il mio equilibrio psicofisico perché questo è un lavoro che può portare a distaccarsi troppo da se stessi, ad alienarsi. Esagerando anche alla follia. E bisogna essere pronti e preparati per questo.

Immagino tu abbia tantissimi aneddoti da raccontare. Ma c’è stato un attore che hai amato più degli altri? Ho lavorato con tanti, tantissimi attori, e posso dirti che li ho amati tutti disperatamente, tutti mi hanno lasciato il privilegio di amarli per sempre, da quelli più famose a quelli meno. E la cosa che mi dà più gioia è la loro consapevolezza che continuerò ad amarli per sempre.

I tuoi prossimi progetti? A parte la preparazione privata di molti attori, mi occupo di balbuzie, e, attualmente, sto aiutando un regista con un primo casting. Un progetto incredibile di cui, però , non posso anticipare nulla.

Una tua giornata tipo? Mi alzo alle cinque, cinque e mezza del mattino e oltre a studiare e preparare le lezioni, faccio scambi di lingue, adoro studiare le lingue straniere anche perché è una necessità per lavoro. Prendo però anche del tempo per me: in genere so sempre a che ora mi alzo ma quasi mai quando andrò a letto.

Che tipo di spettatore sei? Non sono snob per niente, guardo di tutto, anche le fiction, spesso del cast fanno parte gli attori che ho preparato. Vado al cinema, a teatro. Leggo tantissimo e mi piace essere aggiornato su tutto, adoro la danza e la lirica.

C’è un segreto del tuo mestiere che non insegnerai mai? Non ci sarà mai una cosa che non insegnerò, se sei un artista devi dare tutto te stesso, non puoi tenere dei segreti.

  A chi vuoi dire grazie oggi? Dico grazie a Dio, sempre. E non lo ringrazio per quello che faccio, per questo lavoro straordinario, perché ho realizzato il mio sogno. Gli dico grazie per quello che sono, per la persona che sono; non chiudo mai una giornata senza pensare a tutto quello per cui sono grato. Lo dicevo all’inizio, cominciare un’intervista è come intraprendere un viaggio verso una vita sconosciuta. E quella di Mauro Pini è fatta di poca apparenza e di tanto amore, canalizzato in necessità, bisogno di donarsi agli altri con tutto il talento e la maestria che gli appartengono. Da questo viaggio, e mi rivolgo a Mauro in prima persona, vengo via più ricca, più forte, e con la certezza che laddove il primo pensiero è dare e condividere, non esistono sconfitte.

 

 

 

Foto di Maria Elena Fantasia

 

Letto 373 volte Ultima modifica il Giovedì, 22 Giugno 2017 17:31
Giorgio Ariu

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