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Domenica, 09 Luglio 2017 21:09

Dal Festival della Versiliana un viaggio poetico e di riflessione con il recital di Gianni Guardigli“ Coro di donna e uomo”. Francesco Branchetti e Barbara De Rossi i protagonisti. di Emilia Filocamo

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Dal Festival della Versiliana un viaggio poetico e di riflessione con il recital di Gianni Guardigli“ Coro di donna e uomo”. Francesco Branchetti e Barbara De Rossi i protagonisti.

Le interviste al regista ed attore Francesco Branchetti costituiscono sempre qualcosa di irripetibile, posseggono naturalmente, nella semplicità che in genere le contraddistingue, un unicum intrinseco e diventano, irrimediabilmente, piccoli viaggi che conducono verso direzioni inaspettate. Francesco Branchetti accetta sfide particolari, sorprendendo gli spettatori, che ormai hanno scelto ed imparato a chiedere di più per essere conquistati e coinvolti, spiazzandoli, e porta in scena testi che alternano alla poesia, la riflessione, alla tragicità storica alla speranza. Un bagliore finale che somiglia tanto ad una scintilla superstite in un fuoco ormai sopito. Nulla è scontato nel mondo teatrale di Francesco Branchetti, a cominciare dalla regia in cui luce, musica, e altri dettagli, diventano essi stessi protagonisti emblematici, raffinati attori muti e tuttavia loquacissimi.

Francesco, ci racconti il nuovo spettacolo con Barbara De Rossi ? Una carrellata di donne e uomini per descrivere la storia dell'umanità. Ma cosa è più spiazzante di questo testo di Guardigli e quale l'aspetto più poetico? Si tratta di un recital a due voci che Gianni Guardigli ha scritto per me e Barbara, in cui la sua capacità è stata quella di raccontare nella loro complessità i rapporti tra uomini e donne e di farlo conducendo lo spettatore in un viaggio poetico e drammaturgico che parte dall’antichità, dal mito e arriva ai giorni nostri, passando attraverso i secoli e scandagliando la psicologia e le passioni di molti grandi personaggi maschili e femminili della storia del teatro accanto a personaggi della contemporaneità e di scottante attualità e analizzando le tortuose e spesso dolorose relazioni che hanno caratterizzato i rapporti appunto tra l'uomo e la donna. La cosa più spiazzante è senza dubbio la capacita di far "sentire" la “tragica modernità“ di tantissime problematiche che provengono da molti secoli fa e gli aspetti più poetici ed emozionanti sono senz'altro da attribuire alla capacità di Guardigli di costruire caratteri, personaggi, intrecci e situazioni teatrali di clamorosa efficacia emozionale.

Mi incuriosisce sempre molto la parte tecnica di uno spettacolo: in questo caso quali sono le caratteristiche della regia, della scenografia? Trattandosi di un recital, il lavoro di regia, oltre che illuminotecnico e naturalmente musicale, è prevalentemente stato incentrato sul costruire, con le sole voci degli attori e pochi elementi mimici, dei personaggi e quindi dei profili psicologici chiari e immediatamente comprensibili dagli spettatori; si tratta di un lavoro di cesello e devo dire che è stato molto gratificante e coinvolgente sia dal punto di vista attoriale che registico. La scenografia in questo caso è fatta unicamente di luci ed ho fatto un lavoro molto attento relativo alle musiche utilizzando le meravigliose composizioni del Maestro Cangialosi.

 

Cosa dovranno aspettarsi gli spettatori del Festival della Versiliana? Un'opera complessa, drammatica, una riflessione amara? Un invito alla memoria e alla speranza? Puoi dirci qualcosa? Mi auguro che gli spettatori, della Versiliana ma anche delle altre città dove porteremo il recital, possano esser condotti da questo recital in un viaggio poetico e di riflessione, piacevole ed affascinante, in cui tragedia, analisi psicologica e momenti più leggeri si alternano senza soluzione di continuità; comunque si tratta senz'altro di un invito alla memoria e alla speranza e in alcuni punti di una riflessione amara sul presente.

Cosa è più difficile comunicare oggi agli spettatori e agli affezionati del teatro? Noti ci sia stato un cambiamento, si sia verificata un'evoluzione nel gusto di chi normalmente frequenta il teatro? Ed è stata, se c'è stata ovviamente, un'evoluzione positiva? Il teatro è cambiato ed è cambiato insieme con il pubblico, il pubblico che oggi va a tetro è pubblico che “sceglie” veramente di andare a teatro, non è più “un’abitudine di molti” ma si tratta oggi di una “scelta”. Questo in parte forse può essere positivo, dal punto di vista del contenuto oggi lo spettatore forse vuole qualcosa in cui riconoscersi con “immediatezza” ed è più difficile “coinvolgerlo” a livelli più complessi forse, ma comunque una mia profonda convinzione è che spetta al teatro il compito di conquistare il pubblico e se ciò non accade, alla fine dei conti, la colpa non è del pubblico ma dello spettacolo

 

Parliamo di Barbara De Rossi, siete nuovamente insieme, in un'altra opera di Guardigli. C'è qualche consiglio che le hai dato o che lei ha dato a te durante le prove? Barbara è un'attrice molto professionale e rispettosa dei ruoli, per cui devo dire che consigli non ama darne e non ricordo che me ne abbia mai dati, ma vedere il suo lavoro e lavorare con lei è una fonte di insegnamenti, questo è certo!

 

Prossime tappe e progetti? I miei progetti per l'anno prossimo sono dedicarmi anima e cuore ai miei spettacoli, il Bacio con Barbara De Rossi, che riprenderà la tournée da metà Gennaio e sarà in scena fino a metà aprile, poi il Viaggio di Ecuba di Gianni Guardigli con Isabella Giannone, e "DEBORA'S LOVE" con Debora Caprioglio, che saranno in scena nella prima parte della stagione e ad aprile e maggio .

In un "tuo" ipotetico coro di donna e uomo, quali dovrebbero essere i tuoi protagonisti? I miei protagonisti vorrei che fossero uomini e donne coraggiosi e con la voglia di percorrere insieme il cammino della verità.

 

 

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Giorgio Ariu

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