GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Martedì, 11 Luglio 2017 12:57

al museo archeologico l'omaggio a giovanni lilliu - emerenziana usai

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Lo scorso 7 luglio, presso la sala didattica del Museo archeologico Nazionale di Cagliari, nella Cittadella dei Musei intitolata a Giovanni Lilliu, primo studioso sardo accolto nella prestigiosa Accademia dei Lincei, è stato presentato il volume La grande statuaria nella Sardegna nuragica e i Giganti di Monti Prama, che raccoglie - o meglio accoglie, con motivazioni affettive e scientifiche - due magistrali studi dello stesso illustre archeologo, fondamentali per la comprensione delle molteplici problematiche connesse allo straordinario sito di Mont’e Prama-Cabras (OR): Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica, del 1977, edito nel volume XXIV della rivista «Studi Sardi», e La grande statuaria della Sardegna nuragica, uscito vent’anni più tardi nel volume IX, 3, delle Memorie dell’Accademia dei Lincei. Già i semplici titoli dei due contributi evidenziano la rilevanza delle argomentazioni che, allora come oggi, si pongono come pietre miliari per lo studio di Mont’e Prama.

Il libro, edito dalla GIA Comunicazioni di Giorgio Ariu, viene pubblicato in occasione della celebrazione dei quarant’anni della costituzione del Rotary Club Cagliari Nord e vuole essere, come sottolineato in una nota introduttiva da Antonello Angioni, presidente del club, «un omaggio al prof. Giovanni Lilliu per aver studiato e valorizzato la cultura e la civiltà dei Sardi».

Al tavolo dei relatori, ospiti del direttore del Museo Roberto Concas, hanno preso posto Antonello Angioni, presidente del R.C. Cagliari Nord e curatore del volume; Alessandro Usai, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia della Sardegna e attuale direttore degli scavi di Mont’e Prama; e il giornalista Giorgio Ariu, editore del libro. Purtroppo assente, per motivi di salute, il prof. Enrico Atzeni, allievo e primo successore del prof. Lilliu sulla cattedra di Paletnologia e Antichità Sarde dell’Università di Cagliari, che secondo programma avrebbe dovuto ricordare Giovanni Lilliu Archeologo, Studioso, Amico. In sala, comunque, Giovanni Lilliu era presente e viveva tra i relatori ed il pubblico di docenti ed ex docenti dell’Università di Cagliari, soprintendenti, funzionari ed ex funzionari archeologi della soprintendenza, direttori ed ex direttori dei musei di Cagliari e del territorio, studiosi, collaboratori e semplici appassionati attratti dall’evento, ben pubblicizzato dal personale del bookshop del museo, in cui il prezioso volume è tra l’altro disponibile per la vendita.

Dopo i saluti del direttore Roberto Concas, coordinatore dei lavori, il presidente Angioni ha rivelato come la realizzazione del volume, fortemente voluta e finanziata dal R. C. Cagliari Nord, fosse stata già a suo tempo programmata proprio con il prof. Lilliu. Anche Giorgio Ariu ha richiamato la propria grandissima stima per Giovanni Lilliu e la sua famiglia, e la soddisfazione per l’edizione di questo volume desiderata ormai da anni. Alessandro Usai, funzionario archeologo responsabile del territorio di Cabras, ha delineato la storia degli scavi e degli studi dedicati a Mont’e Prama, fra i quali i due contributi ora utilmente riediti in veste editoriale unitaria costituiscono i capostipiti: di essi fa un accurato resoconto Giuseppa Tanda nella presentazione del libro.

Alessandro Usai ricorda come siano state avanzate molte ipotesi ma, al momento, risulti accertata solo la presenza di un’estesa necropoli di tombe individuali dell’Età del Ferro, cui si riconnettono le colossali sculture in pietra raffiguranti guerrieri e i materiali che ne hanno consentito un preciso inquadramento cronologico e culturale. Ben altro problema, però, è quello dell’esatta interpretazione tipologica e funzionale del misterioso contesto. L’archeologia è una scienza e la scienza è sempre in continuo divenire. Diventa pertanto imprescindibile e necessario continuare l’indagine archeologica e cercare quegli “indispensabili elementi di prova” delle ipotesi, come scriveva Giovanni Lilliu, che concludeva i propri contributi in senso ancora interlocutorio. E il discorso, in effetti, resta aperto anche oggi, nonostante le importanti scoperte e gli approfondimenti verificatisi in questi ultimi anni.

Tanto si è fatto per Mont’e Prama e tanto si spera di poter fare ancora, facendo tesoro anzitutto delle ricerche e degli inquadramenti critici tra i quali, quelli di Giovanni Lilliu, raccolti nel libro appena pesentato, costituiscono un’eccellenza.

 

Emerenziana Usai

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Giorgio Ariu

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