GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Lunedì, 17 Luglio 2017 09:29

la mia passione per la cucina sarda - intervista a Maria Teresa ruta di fabio salis

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In un’intervista alla popolare conduttrice e attrice Maria Teresa Ruta, andiamo alla scoperta del suo nuovo spettacolo “Recitar Mangiando” dove cucina e letteratura si abbracciano sul palco.

La questione del cibo è sempre stata molto importante per l’umanità fin dai tempi antichi, tanto che le opere di molti autori si caratterizzano per la presenza di momenti conviviali e di ricette, perché ciò che ha a che vedere con il cibo ha a che vedere con la nostra vita, scandita in base al cibo evocato e cucinato. Mangiare non significa solamente appagare la sensazione di fame ma rappresenta anche un momento di piacere, consolazione e rifugio dai problemi della quotidianità.

Abbiamo intervistato al telefono Maria Teresa Ruta che, assieme a sua figlia Guenda Goria e a Silvia Siravo, il prossimo 24 luglio sarà protagonista dello spettacolo “Recitar Mangiando” nella cornice dell’Ex Municipio di Pula. Generosa e precisa, la popolare conduttrice e attrice ha condiviso con noi i motivi che l’hanno portata a riavvicinarsi al teatro, la sua esperienza nella conduzione di programmi televisivi di cucina, l’amore per l’isola e il rapporto con i prodotti tipici, la passione per lo sport e in particolare per il Cagliari di Gigi Riva.

In “Recitar Mangiando” il mondo del cibo e del mangiare si abbraccia con la letteratura e tante altre arti. A lei chiediamo qual è stata l’idea scatenante che ha portato alla nascita di questo spettacolo.

“Senza dubbio l’idea portante è da ricondurre al fatto che noi donne, in generale, parliamo di dieta e discutiamo spesso su quale approccio avere con il cibo. Mia figlia Guenda è attrice e regista teatrale: quest’inverno mi ha coinvolto nello spettacolo “Nel buio dell’America”, che inizialmente avremmo voluto portare anche per la rassegna de “La Notte dei Poeti”, ma abbiamo valutato il fatto che tratti delle tematiche fortemente drammatiche e quindi magari non molto adatte da portare in serate estive in cui si ha la possibilità di sorridere e sdrammatizzare sui problemi che la vita porta con sé. Per questo motivo, assieme a Guenda, abbiamo deciso di portare in scena “Recitar Mangiando”: uno spettacolo semplice e che si sa avvicinare al pubblico, ma allo stesso tempo raffinato. Lei ha pensato subito a me come interprete ideale, dal momento che ho scritto tanti libri, soprattutto di favole, ma anche uno di cucina “Le ricette di mamma Isola… dei famosi” che ho scritto dopo l’esperienza fatta nel 2003 nel reality “L’Isola dei famosi” e che insegna come cavarsela in cucina con ricette e concetti semplici. Di recente ho collaborato per la realizzazione del libro “Il Giro del Mondo in Casseruola”.

Parleremo di cucina facendo riferimento ai più importanti autori e scrittori che, in alcune delle loro opere hanno trattato questo tema, tra cui Proust, Neruda, Gozzano, Montale e faremo riferimento anche al cinema con il Gattopardo e il grande Alberto Sordi. 

Affronteremo anche il discorso relativo alla filosofia del mangiare, non per cavalcare il tema del vegetarianismo, ma ci ha fatto riflettere il fatto che tutti si trovino d’accordo di fronte ad un piatto di lenticchie o ad una passata di ceci piuttosto che davanti al maialetto o ad un piatto di pesce: c’è chi mangia il pesce crudo, chi affumicato ed ognuno, al di là del proprio gusto personale, ha delle tradizioni che spesso sono dettate dalla religione. Di fronte ad un piatto di lenticchie o ad una passata di ceci non c’è né religione, né razza, né cultura. Siamo tutti uguali, va bene per tutti.”

Nella sua lunga carriera da conduttrice televisiva ha condotto delle trasmissioni dedicate alla cucina e al benessere, come “Vivere Bene” su Canale 5 e anche ad “Uno Mattina” ha avuto la possibilità di entrare a contatto con l’argomento. Ci racconti qual è il suo rapporto con il cibo e la cucina, in particolare con quella sarda.

“Il mio rapporto con la cucina è straordinario, perché sono una a cui piace mangiare e cucinare molto spesso. Mi piace anche uscire e andare a delle cene conviviali in cui assaggio un po’ di tutto e ogni tanto mi concedo qualche sgarro. Poi magari il giorno dopo corro subito al riparo facendo un po’ di dieta compensativa.

Adoro la cucina sarda, strepitosa in tutta la sua essenza. In un libro di ricette che ho scritto parlo del sale che condisce la terra così come il sole della Sardegna: ogni volta che vengo a Cagliari mi porto via un sacchetto di sale sardo perché ha un gusto e un profumo assolutamente unico e straordinario. Mangio praticamente tutto ciò che è relativo alla cucina sarda: adoro tantissimo la capra bollita e mi piace da impazzire il “casu axedu”, che mi faccio preparare dagli allevatori e di cui riesco perfino a mangiare due vaschette di seguito nonostante gli esperti consiglino di non mangiarne troppo.

Mangio molto volentieri anche le fave , il pecorino e i carciofi.

Nella nostra casa a Pula produciamo il mirto e una fantastica marmellata coi fichi di Chia. Ho un abito da mirto con un grembiule nero e mi diverto tanto a cimentarmi nella produzione anche in prima persona. Le piante di fichi riescono a crescere molto bene grazie al clima mite della Sardegna.

I fichi li faccio praticamente interi, li spacco in quattro e ho un segreto per migliorare il sapore delle marmellate che mi ha consigliato il mio amico, esperto di cucina, Luigi Mameli: prendo le scorze di limone e le inserisco nel vasetto con la marmellata bollente, dopodiché metto un po’ di zucchero, un cucchiaio di fil’e ferru e do fuoco. Appena parte la fiamma, metto subito il tappo per chiudere e creare il sottovuoto.

Il mio vino preferito è il Vinu Nieddu, possibilmente quello del contadino, e mi piace molto anche il Monica perché è leggero. Ci sono anche altri vini straordinari, ne potrei elencare parecchi, di cui possiedo a casa delle bottiglie molto rare che mi sono state regalate. Invece vado più raramente sul bianco, perché tendo a mangiare soprattutto piatti di terra.

Quando vengo in Sardegna ho sempre la mia borsa frigo, in cui mi porto dietro il sale e se ho tempo a sufficienza passo al mercato per prendere il pesce, i coccoetti che a Milano non trovo, qualche panino con la ricotta e una “panada”, il tipico involucro di pasta con delle anguille all’interno. Quando è periodo, mi capita di andare assieme a Luigi Mameli in una trattoria del centro di Cagliari in cui ci preparano le tipiche “orziadas” fritte, gli anemoni di mare, molto difficili da trovare.”

Ogni anno coi suoi figli, Guenda e Gianamedeo, trascorre le vacanze in Sardegna nella casa di Pula. Vi contraddistingue un grande amore per l’isola.

“Nel 1989, periodo in cui lavoravo ancora per La Domenica Sportiva, giunsi nell’isola per assistere a delle convention sullo sport al Forte Village. In quei tre anni in cui sono stata al Forte, gli amici del posto mi hanno fatto conoscere le zone limitrofe: ho ammirato le dune della spiaggia di Chia e quella di Tuerredda, sono risalita fino a Porto Pino per poi giungere fino a Carloforte, alla zona di Carbonia e ho avuto modo di visitare le bellissime grotte di Is Zuddas.

Successivamente, negli anni novanta ho visitato e avuto modo di conoscere la parte settentrionale della Sardegna, perché ho lavorato nel locale Smaila’s nella zona di Poltu Quatu.

Seppure ritengo che la Sardegna settentrionale sia bellissima, la parte meridionale mi ha colpito maggiormente perché il clima è più caldo, meno ventoso e secondo me è l’ideale per trascorrere le vacanze al mare.

Passeggiando sulla spiaggia che porta verso Santa Margherita di Pula, mi capitò di vedere una vecchia casa abbastanza mal ridotta che mi colpì parecchio. Negli anni successivi, quando conducevo “Uno Mattina” c’è stata la possibilità di restaurarla e i miei figli vi trascorsero le vacanze estive con la nostra babysitter, sono praticamente cresciuti lì. Feci spola più volte per raggiungerli ed ebbi la possibilità di innamorarmi di quelle zone. Tutti noi ci sentiamo sardi d’adozione.”

Dopo tantissimi anni di conduzione televisiva si è riavvicinata al teatro, per merito anche di sua figlia Guenda che ha deciso di coinvolgerla in alcuni suoi progetti.

“Sono nata facendo teatro, poi successivamente la televisione è stata per me molto importante e mi ha occupato parecchio tempo perché conducevo “Uno Mattina” in diretta tutte le mattine e avevo la sveglia molto presto. Il teatro richiede molto tempo libero, quindi per un po’ l’ho dovuto abbandonare.

Attualmente conduco solamente un programma televisivo per Odeon TV dedicato alla disciplina della subacquea, “Missione Relitti”, che consiste in una decina di puntate all’anno. Per questo motivo ho più tempo da dedicare agli spettacoli teatrali, a cui mi sono nuovamente appassionata anche perché ho trovato i ruoli che artisticamente sono più adatti per la mia età. Inoltre mi ha fatto molto piacere il fatto che mia figlia mi abbia permesso di tornare in teatro coinvolgendomi in nuovi progetti: quando tua figlia ti scrittura è una grande soddisfazione, hai capito che si sta chiudendo un ciclo per aprirsene un altro.”

Negli ultimi anni il cibo e la cucina hanno assunto un ruolo molto rilevante a livello di comunicazione, sulla scia anche dei numerosissimi programmi di cucina dei vari palinsesti televisivi come “La prova del cuoco” e dei talent show come Masterchef, in cui gli “aspiranti” cuochi si cimentano nella preparazione di nuove ricette. Un fenomeno interessante da analizzare.

“Durante la carriera mi è capitato di condurre i primi programmi di cucina e di vedere che gli ascolti andavano bene, poi successivamente è esplosa la moda dei programmi di cucina americani. Comunque noi italiani non abbiamo inventato nulla, anzi siamo arrivati abbastanza tardi a parlare di cucina perché in Inghilterra programmi come “La prova del cuoco” c’erano da molti anni prima.

Secondo me si parla di cucina perché da un lato ci si vuole acculturare in quest’ambito, anche perché negli ultimi anni è diventata davvero un elemento culturale, e dall’altro per svagarsi, evadere e non pensare ai drammi quotidiani che incombono, come la crisi degli ultimi anni.

I programmi di cucina, così come tutte le trasmissioni che permettono di evadere dai problemi, stanno avendo molto successo anche perché hanno costi inferiori rispetto al genere televisivo del varietà che un tempo aveva avuto successo grazie all’aiuto delle pubblicità.

Al giorno d’oggi in televisione non ci si può permettere di avere tanti costi: in fondo i programmi di cucina li fanno i concorrenti, non è necessario cambiare scenografie o i corpi di ballo. Non c’è la necessità di lavorare molto, basta avere un po’ di inventiva e lavorare sui piatti, in modo molto ripetitivo. Tutto questo permette di ridurre notevolmente i costi, tenendo conto del fatto che negli ultimi anni le TV hanno delle difficoltà dal punto di vista pubblicitario, perché sono sempre meno gli inserzionisti disponibili.

Diciamo che, soprattutto negli ultimi anni, la cucina ci fa sognare perché siamo diventati tutti un po’ degli chef e amiamo sperimentare davanti ai fornelli.”

Ha iniziato la sua carriera di presentatrice nel 1984 con la trasmissione sportiva “Caccia al 13” su Rete 4, inoltre ha partecipato ad importanti trasmissioni come “La Domenica Sportiva” accanto all’indimenticabile Sandro Ciotti e a “Il processo del lunedì” con Aldo Biscardi. Le chiediamo che rapporto ha stretto con lo sport e per quale motivo non ha continuato a condurre trasmissioni sportive negli anni successivi.

“Il mio rapporto con lo sport è sempre stato ottimo e sono molto appassionata: la casa di Torino in cui sono nata si trovava di fronte ad un campo di calcio e mio padre mi faceva vedere le partite, dicendomi sempre di chiamarlo quando una delle due squadre segnava. Quindi lo sport è sempre stato collegato al mio destino.

Negli anni non ho proseguito nella conduzione di trasmissioni sportive perché, dopo aver condotto “La Domenica Sportiva” e “Il processo del Lunedì”, nella metà degli anni novanta mi era stato proposto di condurre “Uno Mattina”, che andava in onda dal lunedì al venerdì e non avevo più del tempo materiale da dedicare ad altri programmi, visto anche che i miei figli erano piccoli. Passare dal lavorare un solo giorno alla settimana a delle dirette quotidiane è stato un grosso salto di carriera.

Seguo soprattutto il calcio e mi ritengo tifosa del Cagliari, una passione che è nata quando ero bambina: nel 1970, l’anno in cui il Cagliari vinse lo scudetto, feci l’album dei calciatori Panini e riuscì a completarlo scambiando quattro figurine di Gigi Riva. Inoltre mi ricordo i mondiali del 1970 in cui molti giocatori rossoblù vennero convocati con la nazionale, in particolare è viva nei miei ricordi la partita Italia-Germania 4-3. Quella era una formazione straordinaria per cui mio padre faceva il tifo. Mi sono avvicinata al Cagliari anche perché lui per certi tratti somigliava a Gigi Riva e quindi io ho abbinato l’amore per lui con quello per la squadra.”

 

Nella foto Maria Teresa Ruta in tournèe per GIA Comunicazione legge brani di Sardegnatavola

Letto 329 volte Ultima modifica il Lunedì, 17 Luglio 2017 09:43
Giorgio Ariu

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