GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Lunedì, 25 Settembre 2017 19:26

"Quando il Cagliari vinse lo scudetto" recensione della Fondazione Mario Luzi

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“Estratto non integrale dalla Recensione rilasciata e di proprietà della Fondazione Mario Luzi - www.marioluzi.it. Tutti i diritti sono riservati.” “Tutto ha inizio il 21 settembre del 1969. Siamo alla seconda giornata di campionato di calcio che fa il paio con il concomitante omicidio di un sindacalista alle prese con la stesura del nascente Statuto dei Lavoratori. Attorno a questa vicenda, come fosse un epicentro, ruotano in modo concentrico altre vicende complementari, distinte o perfino distanti ma che hanno in condivisione un comune punto di appartenenza, un centro di attaccamento e radicamento. Da qui hanno luogo lunghe e appassionanti indagini che conducono alla scoperta di una organizzazione criminale e terroristica molto estesa e ben strutturata. Sono anni, come ben sappiamo, appassionanti e drammatici che emergono con tutta la loro cruenta forza anche attraverso il tratto di una rilettura storica a distanza: l’eversione golpista, le azioni violente, sovversive e reazionarie, i governi di centro-sinistra e l’interazione della Chiesa con il tessuto sociale di quegli anni, attraverso il rinnovamento dettato dall’azione dirompente del Concilio Vaticano II. In tutta questo intricato racconto d’Italia vi sono molte ed appassionanti storie parallele che si innestano ed entrano in campo, come appunto il sequestro di Gigi Riva, calciatore prodigio al traino del Cagliari. È evidente che il romanzo, attraverso questa trepidante vicenda, ci restituisca, una volta in più, il volto vivo e vibrante di quel tempo. Maurizio Vicoli si muove con notevole agilità e dimestichezza in una sorta di campo minato, non fosse altro per la qualità e quantità quasi indistricabili di elementi costituitivi il romanzo, i fatti, gli antefatti, le concause, il folclore, la storia nella storia, i personaggi pubblici e la loro veste privata, ecc. Un romanzo giallo con evidente connotazioni storiche e sociali che ci rende un’inedita visione su alcuni noti fatti di cui la cronaca ha ampiamente indagato. Potremmo perfino dire che, per certi versi, era molto difficile aggiungere al contesto qualcosa di inedito e avvincente, che in vero irrompe nel volume con una certa spiccata personalità narrativa. Apprezzabile anche il lavoro compiuto nell’ordinata cognizione di elementi con precisi riferimenti e attinenza storica. Altrettanto plauso merita l’autore per la gestione generale del complessivo impianto narrativo, le scelte autoriali, la struttura della trama, la sua consequenzialità, l’uso della lingua, fluida con ampie digressioni e una bella dialogica, ma anche e soprattutto una grande capacità di racconto in cui gli eventi passati sono resi attuali ed in tempo reale, con una dinamica sempre presente. La lettura appare scorrevole e fluida con accelerazioni linguistiche e sceniche che rendono grande impulso alla velocità del romanzo o talora ne rallentano il corso per consentirne i riverberi e gli echi di fondo, una maggiore intimità e acuito sentire.” f.to Il Presidente Fondazione Mario Luzi Mattia Leombruno

Letto 236 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Ottobre 2017 12:47
Giorgio Ariu

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