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Martedì, 10 Ottobre 2017 12:12

marco basile: ancora un posto al sole - di emilia filocamo

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Nobiltà e tradizioni: questa è la Sicilia che vorrei fosse raccontata. Parola dell’attore Marco Basile

Alcune interviste sono diverse da tutte le altre. E lo sono non solo per i contenuti, elemento ovviamente mutevole, ma per la sorpresa che recano all’interno.

L’ intervista all’attore siciliano Marco Basile è paragonabile più che ad un racconto, ad un colloquio, ad una fotografia, forse di quelle in bianco e nero. Ed in questa fotografia dai contorni sfumati, antichi quasi, splende tutta la bellezza della Sicilia con i suoi umori e i colori, con i panciuti balconi barocchi di Noto, le strade infiammate dal caldo, i mandorli tenuti in pace dalla museruola ordinata e caratteristica dei muri a secco, la pietra bianchissima delle strade del modicano, il giallo paglierino dei campi fecondati dalla prepotenza del sole, gli anziani seduti davanti ad un caffè, l’eleganza delle vie e dei palazzi di cento Corsi principali, i rumori dei bar che mandano fuori l’odore delle granite. E poi, ovunque  il mare, intorno e dentro l’anima.

Ed è proprio Marco Basile a mostrarmi questa fotografia: l’amore nei confronti della sua terra è autentico e prepotente, schietto, pulito. E tutto quello che mi arriverà, oltre alla passione per il suo mestiere, i suoi sogni e i progetti, farà rima con Sicilia inevitabilmente.

Marco dove ti vedremo prossimamente? Progetti, novità che ti riguardano? Mi rivedrete in Un Posto al Sole: il mio personaggio,  Luca Grimaldi, subirà un processo di cui poi si scoprirà l’esito.

Da addetto ai lavori, quali sono le ragioni del successo  e della longevità di Un Posto al Sole ?Gli ingredienti del successo sono essenzialmente due: semplicità e tematiche sociali. E poi gli intrecci, le storie d’amore, il confronto fra le varie generazioni, il tutto raccontato con un linguaggio moderno e che sdrammatizza molto, quasi con tratti da sitcom.

Che tipo di spettatore è Marco Basile? Cosa ti piace guardare? Ti dirò che sono un appassionato delle serie tv americane. Per quanto riguarda il nostro Paese,  mi rendo conto che abbiamo autori e sceneggiatori di grande talento ma che, purtroppo, troppo spesso non hanno spazio.

Sei siciliano e la tua terra, specie negli ultimi anni, è stata location di storie di successo e molto ben raccontate. Ma cosa ti piacerebbe fosse raccontato della tua terra? Sai, forse una storia diversa, che esuli un po’ da Mafia e dintorni.  Sono tornato in Sicilia, nella mia terra, dopo essere andato via e, a volte, guardandomi intorno, o conversando con persone del posto, mi rendo conto che ci sono davvero storie incredibili. Un mondo di nobiltà, di tradizioni, di valori che sicuramente costituisce un unicum, un forziere di aspetti mai raccontati.Poi la bellezza di  questi luoghi fa tutto il resto: le location sono spettacolari e danno un contributo fondamentale al successo di ciò che viene raccontato.

Qual è la qualità che ti riconosci, professionalmente, e su cosa, invece, vorresti migliorare? Di sicuro mi riconosco una notevole onestà, faccio quello che mi viene detto sul lavoro, e mi piace dire le cose che penso, sono convinto che l’onestà ripaga sempre. Il risvolto della medaglia è esser poco diplomatico, vorrei riuscirsi ma mi è molto difficile.

A chi senti di voler dire grazie oggi? Sicuramente alla mia testardaggine e poi a tutte le persone che hanno creduto in me e che mi hanno dato fiducia. A 18 anni non ho avuto la possibilità di frequentare l’Accademia di Arte drammatica, eppure sono riuscito ugualmente a realizzare il mio sogno. E’ come se avessi  superato una montagna senza entrare nella galleria che le fora la pancia, ma scalandola e arrivando comunque dalla parte opposta. Ho poco da aggiungere a questa metafora di Marco Basile,  se non che forse realizzare un sogno   è proprio questo: aggredire l’ostacolo, non fermarsi e tornare indietro, ma salirci sopra, come se fosse soltanto un gradino per andare oltre.  

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Giorgio Ariu

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