GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Martedì, 10 Ottobre 2017 12:14

peppino mazzotta: "oltre montalbano" - di emilia filocamo

Scritto da

Una legge che tuteli il cinema italiano, questo l’augurio di Peppino Mazzotta.

Al caso e al destino è facile dare colpa o merito di tante cose. E’  facilissimo, e forse, anche suggestivo, credere che le cose vadano in un determinato modo perché da qualche parte, nell’etere, in cielo, nel karma, sono già stati scritti accadimenti e finale, e così presi, faranno di un percorso esattamente quel percorso.

E ’ piacevole anche pensare di aver centrato miracolosamente il momento giusto: di essere proprio lì puntuali al passaggio dell’abusato cliché del  treno con a bordo un misterioso passeggero, chiamato appunto destino.

Tuttavia è ben poca cosa il destino senza la passione, senza la volontà. E nel caso di un attore straordinario come Peppino Mazzotta, questo  è assolutamente vero Il caso, o meglio la girandola di circostanze, hanno fatto in modo che Peppino Mazzotta, un tempo  universitario, si trovasse nel luogo giusto all’ora esatta per il provino che avrebbe cambiato la sua vita, ma solo la passione fa di lui un attore, come si definirà più avanti nell’intervista, onesto, che fa scelte oneste e non compulsate da calcolo. E aggiungerei, un attore che condivide il mestiere più bello del mondo con tanti altri e che, a differenza di molti, quando passa dal lato opposto, quello dello spettatore, non riesce ad essere critico o cinico, ma semplicemente partecipe di una sorte e di un mestiere, fatto di sacrifici, di studio, di talento certo, di momenti folgoranti ed altri da angolo buio. E questa sua “ partecipazione” mi colpisce ed emoziona, così come emozionano, inevitabilmente, le sue interpretazioni.

So che questo per te è un periodo denso di impegni. A cosa stai lavorando ? Fino a gennaio andremo avanti con le riprese della seconda stagione di Solo. Fra febbraio e marzo andranno in onda le 2 puntate del Commissario Montalbano girate lo scorso anno. Ad aprile, invece, gireremo 2 nuovi episodi che usciranno nel 2019, probabilmente si vocifera gli ultimi.

A proposito di Montalbano, recentemente abbiamo appreso purtroppo la notizia della morte di Marcello Perracchio, che interpretava il mitico Dottor Pasquano. Qual è il rapporto fra voi attori sul set di una serie così bella e di successo? Posso dirti che una delle ragioni del successo di Montalbano sia anche aver messo insieme un gruppo di attori affiatati, un elemento che non si può dare per scontato. Siamo molto legati e trascorriamo diverso tempo insieme, con Luca Zingaretti, con Cesare Bocci e ahimè anche con il caro Marcello, un uomo straordinario, non solo un collega di grande talento.

C’è ancora l’ansia da messa in onda quando appunto vengono dati in prima serata i nuovi episodi di Montalbano? E solitamente seguite insieme la messa in onda, avete modo non so di incontrarvi?  No, non ci riuniamo mai , anche perché molti di noi sono al lavoro altrove quando vengono dati in tv i nuovi episodi. Di solito anche durante la conferenza stampa, arriviamo sempre dopo la proiezione. Forse negli anni la curiosità di rivedersi è andata un po’ scemando ma fondamentalmente perché sappiamo cosa accade e come va a finire la puntata!

Che tipo di spettatore è Peppino Mazzotta? Molto facile da conquistare. Non molto critico. Quando vado a vedere un film o uno spettacolo, cerco di concentrarmi sulle cose che mi piacciono e non mi soffermo sui cavilli, sui dettagli, non mi costringo a cercare quello che non va. In fondo penso sempre che vado a vedere persone che fanno il mio stesso lavoro, e quel lavoro costa fatica, sacrifici.

C’è qualcosa che proprio non perdoni al cinema italiano? Sai, in questo momento sta succedendo che si ricomincia a fare cinema di genere, grazie a registi giovani e molto preparati tecnicamente. Il fatto che poi si faccia tanta fatica e che la gente non vada al cinema, non è una novità, accade da sempre, anche per un fatto di lingua, il nostro mercato è limitato. Oggi è da ammirare chi ha il coraggio di fare cinema in Italia. Più che al cinema non perdono il fatto che al Governo non sia ancora passata una legge sul cinema, sull’esempio di quella francese; una legge che garantisca e tuteli la nostra distribuzione e non ci renda prede e vittime di colossi di distribuzione americani.

In genere quando si chiede ad un attore come e perché ha cominciato, al di là dei singoli percorsi, molti ammettono di aver utilizzato la recitazione anche per combattere la  timidezza e mettersi in gioco. Nel tuo caso, come e perché hai cominciato? Assolutamente per caso: ero all’Università e si era aperta una scuola di teatro dove era possibile vincere una borsa di studio. Pensai che potesse tornarmi utile per mantenermi agli studi, e feci il provino. Andò bene. Da lì è stato tutto un susseguirsi di eventi, ho avuto Albertazzi come insegnante, sono partito in tournee con lui e alla fine, ho lasciato l’Università per il teatro.

Cosa ti piace di te, intendo professionalmente,   e su cosa vorresti ancora migliorare? Mi ritengo un attore onesto, che fa scelte oneste, e mai di calcolo. Per il resto, si può sempre migliorare: vorrei avere più tempo per lo studio, ma purtroppo i ritmi del mio lavoro non me lo permettono, quindi mi riprometto spesso di dedicarmi ad un periodo di studio..

C’è un ruolo che vorresti interpretare e che resta un po’ il tuo sogno nel cassetto? No, un ruolo no: ho avuto modo di interpretare tanti personaggi, e mi sono cimentato in diverse forme espressive. Piuttosto ci sono alcuni registi con cui desidero lavorare. Chiudo l’intervista chiedendo a Peppino Mazzotta di inviarmi delle foto utili a completarla. Mi risponde che posso sceglierle da sola, visto che lui non sarà al pc per qualche giorno. Gli spiego che posso aspettare, che posso attendere quando potrà sceglierle dal suo computer. Avverto  dall’altra parte un sorriso: mi risponde che sarà al suo  pc solamente  a gennaio, una volta finite le riprese della seconda stagione di Solo.  Sorrido anche io. In fondo essere attori è anche questo: avere casa in mille posti, e portarsi dietro un unico bagaglio, adatto a tutte le stagioni. Passione e talento sorridono all’afa, e non temono il gelo.

Letto 112 volte
Giorgio Ariu

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.