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Martedì, 24 Ottobre 2017 10:19

andrea lolli: ecco perché il cinema italiano non mi piace - di emilia filocamo

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Al lavoro per un nuovo spettacolo di Gianni ClementI, l’attore Andrea Lolli si racconta.

L’amore per un mestiere, quando è sincero, spassionato, autentico, di quelli che non accettano compromessi, che non ricorrono ad artifici o a facili escamotage, è qualcosa che arriva prepotente, che non perde in intensità nonostante il tempo, che non conosce e teme ostacoli, che diventa contagioso. Nel caso dell’attore Andrea Lolli, questo amore fatto di talento, traporto, preparazione, gavetta e sacrifici, è assolutamente lampante, e si arricchisce, nel corso dell’intervista, di dettagli importanti. Uno su tutti, il ricordo, quello di un giorno indimenticabile, di uno spettacolo particolarmente impegnativo, di un’ansia da debutto, da sfida, che infiamma ed atterrisce per poi diventare quasi fisiologica, necessaria, così necessaria da non poterne fare a meno.

Andrea Lolli, oggi. A cosa stai lavorando, progetti? Tra brevissimo comincerò le prove del nuovo spettacolo scritto da Gianni Clementi "Bukorosh mio nipote"  diretto da Claudio Boccaccini e con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi protagonisti, . E' il seguito de "I Suoceri albanesi" con lo stesso cast che per tre anni ha avuto un grande successo sia a Roma che per il resto d'Italia. Fare il sequel di un testo teatrale è una cosa un pò insolita ma avendo già letto il testo credo che ci siano tutte  le premesse per fare il bis anche perchè il gruppo di lavoro è veramente affiatato. Saremo in scena alla sala Umberto di Roma dalla metà di dicembre fino alla metà di gennaio e poi seguirà una tournee che ci porterà a Bologna, Modena, Milano, Torino etc.. Incrociamo le dita!!

Sempre più spesso, nel mondo della recitazione, del cinema,  ci si imbatte nel contrasto  fra  a necessità della formazione ( scuole, accademia )  ed una realtà che porta alla ribalta personaggi senza appunto un percorso di formazione ma che vengono catapultati nel mondo della fiction o del cinema. Qual è il tuo pensiero a riguardo ?Per una persona come me  che ha avuto una preparazione professionale fatta di Accademia e di gavetta la mia risposta risulterebbe un pò ovvia e prevedibile. Vorrei solo fare una precisazione: in tutti i paesi del mondo ci sono reality e talent ma sono realtà separate e distinte da quello che è il concreto  show business del cinema e del teatro. L'Italia mi sembra l'unico paese in cui questa distinzione non esiste

Cosa proprio non perdoni al cinema italiano? A me l'attuale cinema italiano ( Virzì escluso)  proprio non piace.. Ma se dovessi spiegare qui tutti i motivi del mio dissenso (alcuni dei quali legati anche alla mia risposta precedente) faremmo notte. Sta di fatto che il pubblico diserta le sale e i realizzatori sembrano ignorare la cosa continuando a proporre formulette e non una seria strategia produttiva con il risultato che, soprattutto per quello che riguarda il cinema cosiddetto popolare, c'è una vittoria di incassi su trenta sconfitte.

Che tipo di spettatore sei? Critico, attento, svogliato, annoiato. E cosa ha smesso di emozionarti, televisivamente parlando? Sono uno spettatore terribile!! Attentissimo e molto molto critico ai confini dell'acidità. Se una cosa non mi piace sembro uno dei vecchietti del Muppet Show. Ma questo perché non perdono niente neanche a me stesso. Lo so che è uno dei vezzi più esibiti degli attori quello di auto criticarsi però quando mi capita di rivedermi in televisione mi astraggo e vedo uno che sparla contro gli altri ma che non è che fa tutti questi miracoli artistici. Alle volte mi sembra di essere Agroppi. Quell'allenatore toscano che più di vent'anni fa faceva l'opinionista nelle trasmissioni sportive sparlando e criticando tutti ma poi quando gli hanno fatto  allenare la Fiorentina ha fatto un disastro. Vabbè forse adesso mi sto flagellando troppo. Ma tornando al discorso delle emozioni sono anche uno spettatore aperto a tutto e pronto a piangere come un bambino.

Il giorno, nel tuo percorso artistico, che non dimenticherai mai? E quello che dimenticheresti volentieri?Probabilmente la volta in cui a 17 anni ho debuttato all'Anfiteatro di Agrigento con l'Antigone di Anohuil con più di duemila persone in platea. E un paio di volte in cui ho fatto delle sostituzioni al volo in spettacoli difficilissimi. Lì mi è sembrato di aver capito qualcosa di questo mestiere. Per il resto dimenticherei tutto ma non per i risultati artistici semplicemente perché il passato mi mette sempre di cattivo umore.

Se non fossi stato un attore, oggi saresti? Mi sarebbe tanto piaciuto fare lo psicologo. Credo di avere una discreta predisposizione. Ma avrei dovuto studiare seriamente e io sono un po' pigro.

A chi senti di dover dire grazie oggi? Sicuramente al mio primo maestro, Michele Francis, un bravissimo attore che mi ha insegnato tutto e da cui spero di aver imparato qualcosa. A livello umano a mio padre che mi ha trasmesso un'onesta intellettuale che  però oggi come oggi rischia di essere una zavorra più che una qualità,   e per finire alla mia compagna Elisa Di Eusanio, un'attrice di enormi qualità che mi dà la forza di andare avanti.

 

Letto 91 volte Ultima modifica il Martedì, 24 Ottobre 2017 10:24
Giorgio Ariu

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