GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Lunedì, 13 Novembre 2017 12:37

le launeddas, da tremila anni colonna sonora dei sardi. Luca neri incontra bruno loi

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  Le launeddas, da tremila anni colonna sonora dei sardi.

Quasi sempre, per raccontare un popolo, son necessari fiumi di parole. Favole di cantastorie e chiacchiere di paesi che si fondono, unendosi nel racconto di una terra. Altre volte non servono le frasi, le voci. Alcune volte le storie si narrano coi suoni. Ed è quello che vuole fare Bruno Loi con le launeddas: insieme a quattro altri cultori dello strumento come lui ha fondato l’associazione “Nodas Antigas". Ce ne ha parlato, svariando tra il passato, la nascita e gli obiettivi.

Cos’è Nodas Antigas?

È un’associazione che nasce nel 2011 da una costola della storica “Sonus de cannas". Quest’ultima fu fondata dal maestro Dionigi Burranca, e anche io ero tra i fondatori. Con Nodas Antigas vogliamo portare avanti la tradizione musicale sarda di uno degli strumenti più affascinanti, le Launeddas. Siamo in cinque: io, che sono il presidente, di San Gavino Monreale, Ferruccio Montis di Serramanna, Giovanni Tronci di Ortacesus, Nicola Vacca di Villamassargia e Andrea Atzeni di Sardara.

Quanto è stato importante per la tua formazione in questo campo il periodo passato sotto l’ala protettrice del maestro Burranca?

I miei 17 anni di studio al fianco del maestro sono stati preziosi e ora la soddisfazione, oltre alla grande responsabilità, è quella di tutelare e tramandare il ricchissimo repertorio che mi è stato consegnato da lui stesso. Burranca proveniva dalla prestigiosa scuola campidanese risalente all' 800.

Ci dica qualcosa in più su questa grande scuola.

Quella del campidano è stata una scuola che con i suoi grandi interpreti ha riempito di Nodas tutti i paesi di questo vasto territorio, scandendo di fatto con quella deliziosa musica le varie fasi della vita di quelle genti. Burranca è stato l'ultimo di una dinastia che ha visto suonatori del calibro di Agostino Vacca, Palmerio Figus, Gioachino Seu, Giuseppe Sanna e Francesco Sanna, che è stato tra l'altro il suo maestro.

Ora dunque il testimone passa a voi.

Sì, e non possiamo certo interrompere il flusso di musica che esce da questo magico strumento. Quindi, come stiamo facendo da sei anni, continuiamo ad essere presenti con i nostri corsi sia nelle scuole, sia nelle molteplici manifestazione che solo la Sardegna sa proporre. Inoltre abbiamo tenuto anche concerti in continente e all'estero, soprattutto per comunicare che qui nella nostra grande terrà c'è una delle tante ricchezze che fa da colonna sonora al nostro vivere da quasi tremila anni, le Launeddas.

Letto 54 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Novembre 2017 12:52
Giorgio Ariu

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