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Mercoledì, 15 Novembre 2017 11:52

toh, questo attore ha una vita felicemente noiosa - di emilia filocamo

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Ho una vita “ felicemente” noiosa. Sul set de Il Cacciatore e impegnato in due nuovi progetti molto importanti, l’attore Francesco Stella si racconta a Gia Comunicazione. 

A volte il destino ed il futuro sono incisi  in un’esistenza da sempre, come una sorta di invisibile ed utilissima tasca interna. Sono piccoli segnali, apparentemente insignificanti, atteggiamenti che assurgono al valore di simbolo, che diventano paradigmatici ed anticipano in maniera davvero curiosa e misteriosa  quello che sarà di  una vita, del percorso di un’esistenza. L’attore Francesco Stella all’età di 5 anni, anticipava quello che sarebbe stata la sua vita da artista  con un  comportamento magari semplicisticamente

“ catalogabile” come la marachella di un bambino: viveva in campagna e spesso i vicini erano costretti ad andare a riprenderlo alla fermata dall’autobus perché il suo desiderio era sempre quello di partire. Con il senno di poi, sono state tante le “ partenze” di questo artista caratterizzato da  un amore viscerale per la propria terra d’origine, la Sicilia, da  un talento a più  teste, soddisfatto non solo con la professione di attore ( Il Cacciatore, Un Passo dal Cielo, Solo per Amore,il Commissario Montalbano, solo per citarne alcuni), ma anche con  quella  di collaboratore nella creazione di  format televisivi.

Francesco, a cosa stai lavorando in questo momento? In questo momento sono impegnato nelle riprese de Il Cacciatore, ma ho alternato il mio lavoro davanti alla camera con la mia collaborazione in due format televisivi molto importanti, uno in particolar modo. In questo modo riesco a soddisfare pienamente la mia vena creativa;  da attore si può mostrare ma ci si deve attenere sempre alle idee degli altri. Scrivere o essere dietro le quinte di altri progetti, fa venire fuori la mia parte creativa.

Cosa ti piace del modo di fare tv o cinema in Italia? E in cosa vedi dei limiti? Gli italiani riescono a rappresentare perfettamente la realtà, il neorealismo d’altronde ha fatto scuola in tutto il mondo. Penso a certi modi di rileggere e rendere scorci della Sicilia, della Puglia o del Nord Italia. Forse il limite è che oggi ci si ferma troppo sulla commedia e tutto il resto passa in secondo piano.

A proposito di Sicilia, che rapporto hai con la tua terra? La amo alla follia, di un amore viscerale. La amo ma soffro anche tanto perché è ancora troppo ferma su certe logiche e su certi meccanismi.

Una qualità che ti riconosci, dal punto di vista professionale, e qualcosa su cui vorresti ancora migliorare? Mi riconosco l’onestà a 360 gradi, una sincerità ed una passione di fondo che mi permettono di rispettare totalmente il lavoro altrui. Non mi lamento mai e se proprio qualcosa non mi va bene, dico di no prima. Forse dovrei migliorare sulla mia capacità di mantenere i rapporti, su questo sono un vero disastro! Il mio lavoro è fatto di tante public relations ma io ho una vita familiare piuttosto riservata, direi felicemente noiosa.

Il complimento sul lavoro più bello che hai ricevuto? Più che un complimento è stato rendermi conto di quanto fosse apprezzato il mio modo di rispettare il lavoro altrui. In fondo sono caratteristiche che derivano dall’educazione ricevuta dai miei genitori.

Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa del tuo percorso artistico? Rifarei tutto quello che ho fatto. Forse ho pagato un po’ i 5 anni di Cento Vetrine, in cui ero vice produttore. Stare a Torino per tanto tempo, lontano da Roma, ha reso un po’ più difficoltoso e lento il mio rientro.

Che tipo di bambino era Francesco Stella? La disperazione dei miei genitori! A cinque anni spesso i vicini venivano a recuperarmi alla fermata dell’autobus perché  il mio sogno è stato sempre quello di partire. Un segno, come dicevo all’inizio, di qualcosa che era già annodato dentro, un impercettibile  seme di quello che sarebbe stato.

 

Foto di Emanuele Novelli

Letto 782 volte Ultima modifica il Mercoledì, 15 Novembre 2017 12:11
Giorgio Ariu

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