GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Martedì, 28 Novembre 2017 11:26

Successo del libro "banditismo - i segreti di un reporter televisivo" di Mario Guerrini

Scritto da

Quella notte, ad Orgosolo, mi fece una certa impressione, per la verità, incontrare Graziano Mesina. L'ultima volta che l'avevo visto, molti anni prima, era nella gabbia degli imputati, in un processo in Corte díAssise, a Cagliari. Allora era ancora il vero Mesina: asciutto, sguardo penetrante, aria spavalda. C'era sempre in lui, almeno in apparenza, l'istinto del fuorilegge, i movimenti sospettosi, l'atteggiamento guardingo ma sprezzante, quasi fosse ancora alla macchia e non al sicuro in un'aula di tribunale con tanto di carabinieri a sorvegliarlo. Quella sera, invece, eravamo alla fine del mese di giugno del '92, avevo di fronte a me un altro uomo. Un borghese paesano che indossava una giacchetta a quadri, stile cittadino, dalla fantasia dozzinale. Pancetta inaspettata per un uomo dal passato tempestoso e ribelle come il suo, i capelli spariti, il volto parecchio arrotondato. E per giunta teneva in mano un borsello, simbolo eloquente di un desiderio o di una ricerca  di trend esistenziale urbano. L'ex numero uno del banditismo sardo, insomma, sembrava aver cancellato, nell'immagine e nel portamento, le tracce di una esistenza che aveva, per molti anni, terrorizzato la Sardegna intera. Stentavo a credere. A vederlo così combinato veniva difficile pensare che fosse proprio lui l'uomo che sino a pochi anni prima era considerato, e non a torto, il numero uno dei fuorilegge e, come si giudica nella società agro-pastorale barbaricina,  un "balente", un uomo di grande coraggio. Un senza paura, un fuorilegge con un preciso codice d'onore che va oltre quelle che sono le regole del "mondo civile". Compreso e giustificato dalla sua comunità. Anche se, per la verità, l'origine del balente era diversa dall'accezione di oggi, conseguenza dei tempi cambiati. Prima era soprattutto un coraggioso e un saggio, e veniva considerato un protettore della sua comunità.

Erano i giorni del sequestro del piccolo Farouk Kassam...

 
Letto 120 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Novembre 2017 11:51
Giorgio Ariu

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.