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Martedì, 05 Dicembre 2017 09:46

da film questa storia miracolosa - di emilia filocamo

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Dal set di Un Posto al Sole ai salotti di Canale 5 per raccontare la storia di un miracolo: prossimamente in un documentario la vita di Marco Zollo.

 

Io e Marco Zollo, attore, figurante speciale, le definizioni e le accezioni nel suo caso non importano, e non perché non sia necessario identificarlo in qualche modo, ma perché è un artista davvero particolare, ci

“rincorriamo” da un po’ di tempo, diciamo pure senza timore da mesi. Questa intervista, infatti, doveva essere pronta già da tempo ma gli imprevisti, la vita che ci si mette di mezzo , fa passare i giorni e rilancia i progetti come dadi, hanno complicato un po’ le cose, fino al momento decisivo. E credo che fosse giusto aspettare, arrivare al pomeriggio in cui, finalmente, ho contattato telefonicamente Marzo Zollo, e sono riuscita a farmi raccontare un po’ del suo straordinario e curioso percorso artistico. La nota di sottofondo è di sicuro la sua straordinaria umanità e, soprattutto, un coraggio ed un entusiasmo che gli hanno permesso di superare qualcosa che non era facile superare, e di diventare energia allo stato puro, e voglia di stupire.

Marco, puoi raccontare ai nostri lettori il tuo rapporto con Un Posto al Sole, soap a cui sei molto legato? Certo! Da cinque anni sono figurante speciale per Un Posto al Sole. Vengo contattato per prendere parte a determinate puntate, dipende dalle scene e dalla necessità. Una cosa che mi piace molto,anche perché ormai ho un vero e proprio rapporto di amicizia con gran parte degli attori che compongono il cast.

Visto che vivi questa soap molto da vicino, cosa secondo te ne ha decretato il successo e la longevità? Per essere così seguita da ben 21 anni, la formula “ magica” va di certo ricercata nel modo in cui viene raccontata la vita, senza orpelli, senza forzature, ma in maniera molto reale, concreta. E poi è capace di creare compartecipazione, ci si emoziona, si ride, si piange, si prova rabbia. Merito del cast e ovviamente dei produttori, di un gruppo davvero affiatato. Recentemente, anche con il cambio delle immagini e della fotografia, è migliorata ancora di più, a mio parere.

Ma non è stata la tua prima apparizione televisiva, giusto? No, assolutamente. Infatti due anni fa ho partecipato a Tu si que vales con un’esibizione diciamo così calcistica, come acrobata con il pallone.

Come è cominciato tutto? Vivo ad Avellino, qualche anno fa mi sono iscritto ad un’agenzia e da lì è iniziato tutto, vado spesso in Rai e sono spessissimo sul set.

Ovviamente si tratta di una grande passione ma non di un lavoro vero e proprio. Si, mi occupo di altro effettivamente, ma il set rimane il mio grande amore.

Da dove nasce il tuo amore per la recitazione, per tutto ciò che è spettacolo? Volendo trovare un’origine, posso dirti che mio padre, morto qualche anno fa, era un cabarettista.  Probabilmente  mi ha trasmesso questa passione.

Cosa ti aspetta? Dove ti vedremo e quali sono i tuoi prossimi progetti? In anteprima posso dirti che fra gennaio e febbraio lavorerò ad un documentario che racconta la mia vita, sono un miracolato. Sono nato senza reni, eppure sono ancora qui. Il documentario sarà composto dalle interviste a tutte le persone, anche del mio paese, che mi conoscono e che conoscono la mia storia, e sarà firmato da un regista importante, di cui, ovviamente, adesso non posso fare il nome. Sarà presentato in un famoso salotto televisivo, a Canale 5, e credo che ci saranno altre belle sorprese in serbo per me e per chi mi segue. Quando all’inizio dicevo che “rincorrere” Marco Zollo è stato necessario per poi trovare il momento giusto, non mi sbagliavo. Perché  è stato il pomeriggio in cui ho scoperto una persona umile ma di talento, e una storia di quelle che vanno raccontate, rese pubbliche, e che come le favole, sono fatte di incantesimi/ miracoli e grandi sogni. 

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Giorgio Ariu

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