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Martedì, 19 Dicembre 2017 12:52

I Fantasmi di Portopalo - di emilia filocamo

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Da I Fantasmi di Portopalo a Prima che la notte: il sogno dell’attore Gabriele Longo.

Questa intervista è la storia di un sogno, ma anche di un viaggio. Da farsi, che si farà. La storia di un tragitto che parte dalla Sicilia, e che, con fatica e voglia di farcela, punta dritto a Roma. Questa intervista è sostanzialmente il sogno di Gabriele Longo, giovane attore siciliano: un ragazzo umile, che da cinque anni muove i passi fra cabaret e figurazioni special, anche sul set di fiction di grande spicco, come i Fantasmi di Portopalo. E per comprendere il peso ed il valore del suo sogno, basta ascoltarlo: non c’è una piega del suo cuore, un attimo dei suoi pensieri, che non sia dedicato al set, alla recitazione, alla voglia di migliorarsi e di imparare, studiare. Per quanto tutto, nella sua vita artistica, faccia rima con Sicilia, con questa terra dai grandi contrasti e dalle location ormai amate da milioni di telespettatori, il sogno di Gabriele, che ricorda un po’ quello di un poetico emigrante, punta verso la capitale con la speranza che hanno tutti gli artisti. E punta ad un’Accademia e alla possibilità di confrontarsi con una realtà che rima con cinema per definizione e per natura.

Gabriele, come comincia la tua avventura sui set? E’ iniziato tutto 5 anni fa, nel 2012, sul set di un videoclip musicale siciliano folkloristico e da lì poi ho fatto vari provini a Palermo. Le prime esperienze le ho fatte fra Catania e Palermo, ho una grande passione per il teatro ed il cabaret, ed infatti il mio obiettivo è poter frequentare un’apposita scuola di teatro.

Ci racconti la tua esperienza sul set de I fantasmi di Portopalo? Ho fatto una figurazione speciale in quella fiction ed è stata una delle esperienze più belle e soddisfacenti della mia vita: poter essere nella stessa scena con un artista come Beppe Fiorello, stringergli la mano, è stato realizzare un sogno.

Qual è secondo te il segreto del successo della tua terra, della Sicilia, come location di fiction e serie di grande successo, specie negli ultimi anni? La Sicilia è una terra unica, per tradizioni, luce, colori. E’ facile adattarla alle storie, ma ovviamente dipende anche dalla tipologia di storie. Innegabile che ci siano posti altrettanto fantastici in Italia, ma la Sicilia con i suoi panorami, la gente, il dialetto, diventa parte integrante e protagonista di ogni prodotto televisivo.

Nella carriera di un artista ci sono tanti momenti difficili: cosa ti fa andare avanti e non ti fa arrendere? La fede in Dio, nulla di più.

La tua famiglia come ha reagito alla tua scelta di diventare attore? Ti hanno appoggiato? All’inizio no. Poi dopo l’esperienza sul set de I fantasmi di Portopalo, si sono convinti, anche perché sono tenace e combattivo.

Cosa ti aspetta adesso, i tuoi prossimi progetti? Di solito appena posso faccio casting, grazie ad un’agenzia di Catania alla quale sono iscritto. Sono stato un po’ fermo perché, purtroppo, il 15 settembre, è venuto a mancare un mio amico, un fratello più che un amico. Ma nel frattempo, ho ottenuto un’altra figurazione speciale in Prima che la notte, sempre girato a Catania, dedicato alla storia di Pippo Fava, il giornalista ucciso dalla Mafia nel 1984. Il mio obiettivo adesso è poter recitare nella prossima serie su Rosy Abate.

Cosa auguri a te stesso? Sono felice di lavorare in Sicilia ma ora punto a Roma, ad una scuola di recitazione e alla possibilità di fare casting anche lì. So che non è semplice, ma non mi arrendo. Ho questo mestiere nel cuore sin da bambino e la mia fede in Dio mi rende saldo anche davanti alle difficoltà. E’ tenace Gabriele Longo: lo immagino andare da un paese all’altro della sua terra, fra città e campagna, da un set all’altro, in attesa del momento giusto, quando non sarà più la gigantesca bocca dell’Etna il suo orizzonte, ma il profilo dei tetti e delle Chiese  di Roma. 

Letto 546 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Dicembre 2017 12:56
Giorgio Ariu

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