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Mercoledì, 10 Gennaio 2018 12:46

elio germano e marco giallini per il regista Luchetti in "tempesta" - di emilia filocamo

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Al lavoro per il nuovo film con Elio Germano e Marco Giallini: un pomeriggio a tu per tu con il grande regista Daniele Luchetti.

In ogni intervista, quasi sempre si  è alla ricerca di qualcosa, e non è soltanto, semplicisticamente, la risposta alla domanda giusta, alla curiosità più azzeccata o, talvolta, più impertinente. In questa intervista al grande regista Daniele Luchetti, la mia ricerca per carpire i segreti di una buona regia, così come ci sono segreti dietro una buona direzione d’orchestra ad esempio, si è tramutata  in una scoperta, che si potrebbe più sinteticamente definire regola per un buon cinema, fatto con il giusto dosaggio di passione e talento, un q.b. preciso e puntuale. Ed è proprio Luchetti a darmene “ingredienti” e “quantitativi” dopo una mia semplice domanda: quella in cui gli chiedo quale sia la formula magicaper una regia di successo. La risposta di Luchetti diventa quasi paradigma di una passione, oltre che del suo talento: è fare in modo che il reale diventi interessante e che lo straordinario, il fantastico, assumano i contorni del possibile, del realizzabile. Non so perché, o forse si, ma sono venuta via da questa intervista, una volta chiuso il telefono, con la sensazione che la definizione di cinema come magia non sia uno stereotipo abusato, un cliché da frase fatta. Il cinema è reame ed incanto, è carrozza, bacchetta ed abracadabra: è il regno dove  i contorni sfumano in straordinario ed emozione.

Signor Luchetti, a cosa sta lavorando in questo momento? Sto completando il mio nuovo film, Io Sono tempesta, con Elio Germano e Marco Giallini. Poi per l’anno prossimo lavorerò al film tratto dal libro di Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità.

Da addetto ai lavori, quali sono i segreti di una buona regia, di una regia di successo? Direi che per ogni regista è diverso, ma in linea generale è riuscire a far credere che ciò che sia vero, che si tratti di storie fantastiche, di extraterrestri o di storie di tutti i giorni, dei vicini di casa. Insomma rendere credibile l’impossibile ed interessanti le cose ordinarie e la quotidianità.

A chi ha dedicato il suo primo successo? Ad un certo punto della mia vita, ho dedicato il film La Scuola a mio padre. Lui era un insegnante, oltre che un artista e mi ha aiutato molto.

La sua famiglia l’ha sostenuta nella scelta di intraprendere un percorso artistico? All’inizio non molto, rappresento la terza generazione della mia famiglia che tentava un percorso artistico, ma il mio primo stipendio ha reso le cose più concrete e realizzabili.

Cosa non perdona al cinema italiano? E cosa invece il mondo invidia al cinema italiano? Mi spiace che i film italiani siano diminuiti quantitativamente nonostante il pubblico abbia una grande opportunità di scelta per vedere i film. Quello che il mondo ci invidia è di sicuro l’originalità, ma questa nasce sui grandi numeri dai quali poi, all’improvviso, emerge la chicca. Ecco spero che presto torneremo ai grandi numeri.

Cosa sognava Daniele Luchetti da bambino? Sognavo di fare il regista di cartoni animati… non sono andato poi così lontano dal mio sogno!

Il giorno di set più bello? E il momento più difficile? Sicuramente quello più bello è stato il mio primo giorno di set, quando ho dato motore per la prima volta: ero in Maremma, in Toscana, in una palude. Il momento più difficile è quando un film non va tanto bene, o come ci si aspettava.

Come trascorre la sera prima dell’uscita di un suo film? Ansie, scaramanzie? Non ho riti particolari, divento solo spontaneamente insopportabile! “ L’incantesimo” di questa intervista finisce qui. Ma si protrarrà al cinema. Daniele Luchetti darà ancora motore,  e quel suo gesto, nella mia immaginazione, è pari a quello di un paio di guanti bianchi che tirano fuori da un cilindro cose straordinarie. Si, proprio  come un numero di magia: che dall’altra parte si sorrida o ci si commuova, si applauda o si indugi sui titoli di coda, il trucco è tutto lì, svelato e non dal prossimo set, dal via color carbone di un altro ciak, dalle pedine   di nuova storia. 

Letto 186 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Gennaio 2018 10:20
Giorgio Ariu

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