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Lunedì, 15 Gennaio 2018 09:15

"il bacio" di Francesco Branchetti con Barbara de rossi - di emilia filocamo

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Con IL Bacio di Ger Thijs da domani, 13 gennaio, tornano in scena Francesco Branchetti e Barbara De Rossi.

La parola a cui penso con più insistenza per tutto il tempo successivo all’intervista fatta al regista ed attore Francesco Branchetti, è coraggio. Non era scontato che intervenisse nella nostra nuova chiacchierata telefonica, ho intervistato Branchetti più volte, e non era di certo prevedibile, ma un veloce excursus sull’opera, il Bacio di Ger Thijs,  che porterà in giro in Italia al fianco della splendida Barbara De Rossi, a partire da domani, sabato 13 gennaio, fino ad aprile, ci ha fatti inevitabilmente approdare sull’isola/ coraggio. Perché è proprio questa dote a farla da padrone nell’inizio di una storia d’amore, nella sua fase più autentica, spontanea, febbrile e coinvolgente, quella appunto dell’innamoramento. Coraggio nel lasciarsi andare, nell’accogliere l’altro senza pregiudizi, senza filtri o barriere, disposizione soprattutto a rischiare, raccogliendo dell’altro pregi e difetti, debolezze, fallimenti, oltre a doti e virtù. Il Bacio, nel nuovo racconto che Francesco Branchetti mi regala in un pomeriggio di inizio gennaio, è tutto ciò: è aprirsi all’altro, innamorandosi, è prendere coscienza e responsabilità della vita che ci viene incontro. Ed è soprattutto la storia di due persone comuni, non supereroi, non dotati di straordinarie qualità: una ex farmacista ed un comico che per vivere, o meglio sopravvivere, fa l’orso in un parco pubblico. Poi, ecco che tra i due destini protagonisti, entrambi con una provenienza, soprattutto sentimentale, assolutamente infelice, fa l’ingresso l’amore, la coincidenza, il caso che li porta ad incontrarsi e a volersi, a fidarsi l’uno dell’altro. Tutto questo è Il Bacio, non un dramma, attenzione, anzi uno spettacolo soprattutto divertente, uno scandaglio semplice e reale di ciò che rende unici un uomo ed una donna, nonostante tutto, di ciò che, d’improvviso, irrompe in una vita sconvolgendola, diventando relazione, poi storia.

Francesco, qual è stato il riscontro del pubblico durante la precedente tournee de il Bacio? L’anno scorso abbiamo avuto ampi consensi, anche in termini di premi, penso al Penisola Sorrentina, tanto per fare un esempio, ricevuto a Piano di Sorrento. La cosa interessante è stata avere riscontro da un ampio ventaglio di generazioni, da giovani ed adulti. Il Bacio è un testo particolarissimo, che porta credo in scena qualcosa di nuovo, insolito: l’innamoramento fra due individui. E’?una storia di fiducia, di abbandono, di fallimento e di resurrezione, di capacità di darsi all’altro totalmente, accettandone pregi e difetti. E’ accoglimento dell’altro tout court, senza pregiudizi. Ciò che colpisce poi di questo spettacolo, oltre alla grande tenerezza, è anche il risvolto divertente che esorcizza il tema drammatico. Penso che cominciare una relazione implichi un grande senso di responsabilità perché si prende nelle mani completamente la vita dell’altro.

Fra tutte le repliche, quale quella che ti è rimasta nel cuore? Tantissime, da Coriano a Forlì, passando per Bologna, abbiamo portato lo spettacolo in scena da nord a sud, dal Piemonte alla Val D’Aosta. Debutteremo nuovamente domani, 13 gennaio a Chiusi, fino al 28 aprile.

Una parola per la tua compagna di viaggio, la splendida Barbara De Rossi? Che dire… clamorosa! E’ di una forza e di una professionalità uniche, è molto difficile trovare queste doti e questa genuinità, sono 4 anni che lavoriamo insieme e mi stupisco ogni volta per il suo talento, la generosità artistica e la gentilezza.

Cosa vi aspetta dopo Il Bacio? Abbiamo in programma uno spettacolo per l’anno prossimo e per questa estate ci sono già nuovi progetti, ma per scaramanzia preferisco non anticipare nulla. Scaramanzia, fortuna, caso, coincidenza di orario e momento, giorno ed istante. E’ così anche per le storie d’amore che emettono il primo vagito: poi tocca a  coraggio e volontà insegnargli a rinforzare le gambe, e a mettersi in piedi.

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Giorgio Ariu

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