GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
Dal 1971 raccontiamo e promuoviamo le meraviglie della Sardegna: le sue coste, la sua gente e le sue tradizioni. Attraverso le nostre riviste, i nostri libri, e le campagne su misura per ogni ente pubblico e privato. La nostra Casa Editrice offre sistemi integrati di comunicazione per ogni impresa: riviste, libri, eventi, format e spot TV, materiali promozionali, studio e realizzazione di loghi e marchi aziendali.

Mercoledì, 31 Gennaio 2018 12:44

la battaglia sulla insularità - di roberto frongia

Scritto da

La dichiarazione di illegittimità del referendum sul l'insularità in Costituzione non fa parte di nessun complotto, come invece qualcuno sospetta, ma è solo l'ennesima certificazione di quanto sia difficile sfondare il muro della conservazione in Sardegna.

Lo ha dichiarato il parlamentare dei Riformatori Pierpaolo Vargiu che ha aggiunto: "Parlare di insularità significa abbandonare la cultura dell'assistenza, che ci ha resi servi passivi per tanti anni, per riscoprire responsabilità, meritocrazia e cultura d'impresa. Tutte cose scomode per un sistema pietrificato, sempre uguale a se stesso".

"Insieme a 92.000 sardi, tra cui centinaia di sindaci e decine di illustri giuristi - ha concluso Vargiu- ci batteremo sono in fondo perché il giudizio di legittimità sia ribaltato e parta finalmente  la grande rivoluzione di discontinuità con il vecchio e il passato di cui la nostra terra ha ormai sempre più disperato bisogno."

 

La Costituzione del 1948 contemplava al terzo comma dell’art. 119 un puntuale riferimento all’insularità. Le isole venivano considerate realtà svantaggiate dal punto di vista geografico, economico e sociale, da valorizzare ed alle quali destinare incentivi. Tutto ciò fu oggetto di un importante dibattito nei lavori dell’Assemblea costituente. Il legislatore costituzionale del 2001 ha, sprovvedutamente, eliminato dall’art. 119 ogni riferimento all’insularità, senza ridisciplinare la distintiva condizione delle zone insulari, dimenticando la loro evidente condizione di disequilibrio, dovuta alla collocazione nello spazio; situazione che incide sul trasporto, sul commercio, sul diritto alla salute e sull’istruzione. Una delle conseguenze della riforma è stata la cancellazione delle politiche di coesione nazionale. Per di più, nonostante i trattati comunitari e internazionali, che riconoscono il principio di insularità, i sardi continuano ad avere uno svantaggio infrastrutturale e strutturale che impedisce di avere pari opportunità con il resto dei connazionali e dei cittadini europei. Ciò accade in considerazione della disciplina della concorrenza, elemento essenziale dell’integrazione europea, articolata su due aspetti principali: “il controllo sul comportamento delle imprese in materia d’intese e concentrazioni; la limitazione degli aiuti di Stato ai produttori nazionali. Dunque, per l’Europa, la disciplina degli aiuti di Stato è prevalente  rispetto a qualsiasi altro diritto. Quale è l’unico modo per abbattere l’ineludibilità degli aiuti di Stato, e colmare, finalmente, i predetti svantaggi? La risposta è inserire il principio di insularità nella Carta Costituzionale, facendolo diventare parte di quell’identità costituzionale/nazionale sovraordinata ai trattati, e conseguentemente alla disciplina della concorrenza. In virtù di quale ragionamento? In breve: il trattato di Maastricht introduce un breve passaggio in cui si afferma che "L'Unione rispetta l'identità nazionale dei suoi Stati membri". Il richiamo all'identità nazionale deve essere letto come riferito prevalentemente alla costituzione nazionale. Quel riferimento implicito alle costituzioni è esplicitato nel Trattato di Lisbona: L'Unione rispetta l'uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali. Secondo l'interpretazione delle corti costituzionali nazionali, in particolare quella tedesca, il nuovo articolo sul rispetto dell'identità degli Stati membri indica implicitamente che la preminenza del diritto europeo viene meno ogni qualvolta tale diritto incide sulle strutture fondamentali delle costituzioni nazionali. Questo è quello che chiedono 92mila sardi. Chiedono un referendum per avere pari diritti e pari opportunità: lo Stato non può negarceli. 

Letto 60 volte
Giorgio Ariu

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.