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Martedì, 06 Febbraio 2018 10:03

Moda come mondo interiore: a tu per tu con Nicoletta Fattibene, creatrice del marchio NC Pop - di emilia filocamo

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Gli armadi sono scrigni, sono forzieri di ricordi, caparbi contenitori riservati di momenti, nomi, periodi, sogni, incertezze, gioie, talvolta anche di dolori. Un armadio è un album “verticale”, una “ memoria” monumentale, un mausoleo di ciò che siamo stati ed un invito a far entrare, magari in maniera garbata, quello che saremo, che vorremmo essere.  Penso a questo un istante dopo aver intervistato Nicoletta Fattibene, anima di Nc Pop, alla quale l’aggettivo di effervescente e creativa designer controcorrente, calza assolutamente a pennello ma, come spesso mi capita intervistando alcuni artisti, perché qui è di arte che si parla, declinata nel suo aspetto più visivo e glamour, la moda, l’aggettivo più pertinente mi sembra anche quello più riduttivo. Perché Nicoletta parla di moda, della sua moda, uno spicchio del suo mondo fatto di storia e storie, di periodi, di musica, di band e pellicola, in un modo che ha fascino e malia dalla sua parte. E penso al potere immaginifico e conservativo, da memorandum visivo degli armadi, proprio perché Nicoletta Fattibene, che condivide il suo talento e l’intuizione di voler dire cosa è per lei la moda con il marito, l’attore Greg, mi racconta della sua prima idea di moda, sin da bambina, di quel suo tenere fermi due punti saldi, i jeans a zampa di elefante e la frangetta e, soprattutto perché Nicoletta non è un cliché modaiolo, non è bon ton e non è esasperazione. I colori che mi rimbalzano vivaci dalle foto che mi invia qualche ora dopo la nostra intervista, le fogge dei cappelli, sono il suo mondo “versipelle”, sono la sua infanzia e i suoi sogni, la sua storia d’amore ed il talento, la speranza e la bellezza. Si, la bellezza. Che non è solo quella del suo sguardo convinto, pieno di una terra promessa a cui è già arrivata con consapevolezza, sebbene con altri 4 o 5 passi da completare in tempo utile, ma è la bellezza di chi non ha bisogno di suggerimenti e suggestioni, di omologarsi per piacere, per essere “ alla moda”, frase trita e spesso vuota. Nicoletta Fattibene è innanzitutto il suo tempo, che non è esagerazione o caricatura, maschera, ma è amore per ciò che è dentro e che un colore, la giusta piega o il tessuto rodato su un refrain ed un genere musicale, rendono perfettamente.

Nicoletta, moda, cinema e musica, ma qual è il fil rouge del tuo progetto e della tua attività? Il fil rouge è sicuramente la moda, che poi diventa per certi aspetti una sorta di capro espiatorio, uno strumento di indagine perfetto ed affilato per andare all’obiettivo e scrutare da vicino, scandagliare un periodo storico. Una linea di moda fatta essenzialmente di cappelli, adesso anche borse e successivamente marsupi, che esprime tanto di più perché intorno ad ogni oggetto c’è un mondo artistico più vasto e preciso. Un cappello, o una borsa, ad esempio, sono legati ad una traccia musicale o al mood dell’oggetto che si sta indossando.  Per fare degli esempi, la nostra prima collezione si ispirava alla Swinging London con suggestioni provenienti da brani musicali beat, oppure la seconda, una linea di borse ispirata agli anni ’70 con un chiaro richiamo alla musica country, quindi ad un totale senso di libertà e di selvaggio. In questo c’è ovviamente anche il supporto di mio marito Greg: sin dai primi tempi in cui ci siamo conosciuti, abbiamo r eravamo noi i nostri stilisti.

Ecco, in parte hai anticipato la mia domanda: quanto ti sostiene tuo marito e in cosa di consiglia più spesso? Sai, questo progetto è nato un giorno scherzando ad un pranzo e poi, con il tempo , è diventato molto di più, è essenzialmente condividere un’idea precisa della creatività e dell’eleganza che non si traducono obbligatoriamente in noioso o esagerato. Purtroppo molto spesso dalle passerelle arrivano altri messaggi. La donna NC Pop non sarà mai nuda o volgare, così come l’uomo NC Pop non potrà mai essere ridicolo, o una caricatura di se stesso.

Gli abiti o gli accessori che non possono mai mancare nel tuo armadio? Sicuramente i jeans a zampa d’elefante e le borse. Dalla mia prima consapevolezza della moda, e avevo 10 anni, due cose sono rimaste costanti per me, la frangetta e i jeans a zampa. In questo sicuramente influenzata da una madre molto fashion, sono cresciuta con i pezzi moda di mia madre nell’armadio. E poi ovviamente non può mai mancare nel mio guardaroba una bella borsa basic nera.

Qual è invece l’accessorio che contraddistingue inequivocabilmente una donna? Bella domanda, ma non è semplice risponderti. Sicuramente le scarpe dicono molto di una donna, da lì si capisce tanto, sono fondamentali, ma anche le unghie e i capelli sono importanti, ed in questo risento molto dei miei studi di sociologia.

Cosa pensi dei programmi televisivi che parlando di moda e che si sono moltiplicati soprattutto negli ultimi anni? Sarò sincera, li trovo molto volgari nel voler obbligatoriamente indicare e dettare un indirizzo. Penso che seguano molto da vicino l’andazzo della società che si sta involgarendo ed impoverendo. La gente sembra aver perso la bussola, non riuscire più a distinguere fra bello, raffinato e volgare. Fino a  30 anni fa non era così, la gente riusciva distinguere i capi, aveva un proprio gusto. Adesso sembrano tutti omologati, come degli zombie ai quali vengono appiccicati gli abiti.

I tuoi prossimi progetti? Una linea di marsupi fashion e glamour con dettagli pop suddivisa in due correnti: una legata al mondo del motociclismo ed un’altra dedicata alla donna glamour, ma che lavora, una donna pratica ed attiva che vuole essere comoda. E poi in cantiere abbiamo dei pezzi da uomo, un’altra grande novità dopo l’ingresso delle borse a dicembre.

Nicoletta ha realizzato tutti i suoi sogni? Ho una lista di dieci cose da fare prima di morire, me ne mancano 4 o 5, mi vedrete in giro ancora per un bel po’ ! Ho ancora tante cose in cantiere di cui non posso dire molto, anche per scaramanzia. Finisce qui l’intervista a Nicoletta Fattibene e l’immagine con cui mi congedo da questa piacevole incursione nella moda, che, nel suo caso, è innanzitutto modo di essere e di mostrare il proprio talento ed i propri sentimenti, è ancora una volta quella di un armadio, un vecchio armadio, con tante vite dentro, condensate in cinture, cappelli, jeans sfrangiati o a zampa, anni ’70 o ’80. E davanti, con gli occhi e le ante spalancate, c’è seduta una bellissima donna che non deve scimmiottare foggia, carattere e ispirazione per piegarsi a  qualche  dettame, o ad una  regola per fare successo.            Perché dove c’è cuore, l’unicità è garantita. 

 

Foto: Ela Von Dutch - Flavia Lucidi

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Pianoforte doppia tagliata

Letto 279 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Febbraio 2018 08:51
Giorgio Ariu

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