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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:47

grandi di sardegna: Gavino Gabriel e il "suo" coro - di giuseppe sotgiu

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È per me doveroso, quasi tutti i giorni, fornire un modesto contributo volto a valorizzare il nome e la figura di Gavino Gabriel (Tempio 1881- Roma 1980), una quercia secolare che tanto ha dato alla sua Sardegna, all’Italia e al mondo. Con l’Accademia e il Coro Gavino Gabriel abbiamo cercato in tanti i modi di ricordare, promuovere e tutelare questo eclettico personaggio togliendolo addirittura dal dimenticatoio dove il più delle volte sono relegati i personaggi illustri e i grandi della nostra storia soprattutto sardi. La mia agenda è abbastanza nutrita e raccoglie una buona parte scritta e epistolare, vedi opere e documenti di quanto lui ha seminato e raccolto, lasciando a tutti noi una eredità pesante e per questo abbastanza importante. Ecco perché con il nostro Coro, quello a lui dedicato, di concerto con la Famiglia Gabriel abbiamo sempre cercato di seguire il solco da lui tracciato, intriso soprattutto di sardità e di Sardegna. Bisogna quindi andare a ritroso negli anni, prima al Liceo Dettori di Cagliari quando a sedici anni si permette di polemizzare niente meno che con Giosuè Carducci ottenendone risposta scritta e subito dopo vincendo un premio nazionale rivolto alle Scuole del Regno. Poi all’Università di Pisa, allievo prediletto di Giovanni Pascoli, amico di Prezzolini, Papini, Jajer, Soffici, Ardenghi e tantissimi altri. Anni di conoscenze, esperienze, novità, scoperte, fermenti culturali, artistici e politici a cui Gavino Gabriel non si è sottratto ma ha anche partecipato condizionando a volte qualcuno di questi avvenimenti, vedi la stretta amicizia con Gabriele D’Annunzio, Umberto Giordano, Pizzetti, Respighi, Gentile, Carmine Gallone, l’introduzione nelle Scuole del Grammofono Educativo, la fondazione della Discoteca di Stato.

Vorrei un attimo soffermarmi su qualche vicenda storica relativa alla questione politica in quegli ultimi anni. E’ appena terminata la grande guerra del 15-18 e l’Italia intera sembra molto litigiosa e frammentata. Non si è ancora spenta l’eco delle gesta della gloriosa Brigata Sassari, gloriosa sì ma più volte decimata. Anche qui fermenti politici e culturali con tanta voglia di riscatto e ricostruzione ma con tanta fame e tanta miseria. La Sardegna risulta molto indietro rispetto ad altre regioni e non offre prospettive di lavoro e sviluppo, ecco quindi lo sbocco forzato dell’emigrazione impoverendo ancor di più una economia disastrata. A distanza di qualche anno molti reduci vestono ancora la divisa e probabilmente aspettano che qualcosa accada. Una buona parte, legata da un forte senso comune di fratellanza e della stessa appartenenza etnica, dà vita all’Associazione Nazionale Combattenti (Federazione Nazionale Sarda) e al Partito Sardo d’Azione. Nel 1920 il Giornale di Sassari “La Voce” (da non confondere con la rivista nazionale “La Voce” di Prezzolini) dà ampio risalto ai risultati delle elezioni appena concluse titolando a tutta pagina Dopo il trionfo della Bandiera Sarda a Tempio: Forza Paris! Vengono espressi il Sindaco e due consiglieri provinciali uno dei quali è Gavino Gabriel. Una forza d’urto tremenda composta dai fondatori di questo Movimento/Partito e ci sono tutti, Bellieni, Contu, Lussu, Melis, Mameli, Mastino, Oggiano, Puggioni, Gabriel e tantissimi altri. Nasce a Tempio la prima sezione regionale del P.S.d’A..

 

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Giorgio Ariu

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