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Martedì, 06 Marzo 2018 11:07

Gianluca Gemini fra ispirazione, passione e progetti - di emilia filocamo

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La notte è una musa eccezionale: a tu per tu con il musicista Gianluca Gemini fra ispirazione, passione e progetti.

Non so se sia corretta come analisi, come riflessione, ma l’esatta dimensione e la forza di una passione, credo siano nello sforzo che si opera nello starle distanti, nell’ignorarla. Ecco, se quello sforzo non è sforzo, ma agevole tentativo e ben riuscito, se è distanziarsi, come da un originario cordone ombelicale, ma senza subirne traumi, allora quella passione non è probabilmente così irrinunciabile come ipotizzato. Se  allontanarsene anche solo per poco, provare a correggersi dal bisogno e quasi castigarlo, diventano dolore, impossibilità ad andare avanti, piaga e ripensamento, allora è quella la portata della passione, ed è davvero insopprimibile. E’ fiume, è esondazione, è destino. Penso a questo quando intervisto Gianluca Gemini, il cantante Gianluca Gemini e ad essere sincera, mi sembra ben troppo riduttivo definirlo così. Perché Gianluca è un musicista  e di musica ha  irrorate  vita e vene: ha iniziato da bambino, educazione giusta, precisa, provenendo da una famiglia comunque imbevuta di musica, diplomato al Conservatorio, reduce da una gavetta che lo ha portato anche all’estero, cose che la musica impone, quando appunto è passione seria. E Gianluca Gemini mi spiega che aver provato ad allontanarsi dalla musica, anche se per poco, è per lui stato impossibile: nel Dna di Gianluca ci sono la musica, la notte che arriva e porta ispirazione, ed un lago che risuona come una cassa armonica di suggestioni.

Gianluca, come definiresti la tua musica? Direi musica dell’anima, è una musica passionale, di sentimenti. E’ innanzitutto uno stile di vita, che fa parte di me da quando avevo 10 anni, a 14 anni ero già al Conservatorio. Ecco perché ripeto sempre che sono cresciuto con panini imbottiti di musica e sport.

Quindi la tua famiglia ti ha sempre appoggiato? Mia madre cantava in Germania e mio padre ad 8 anni mi ha regalato il mio primo pianoforte.  Definisco la musica la mia dimensione ed il mio stile di vita perché mi assorbe completamente, motiva e contraddistingue il mio modo di rapportarmi agli altri, e mi indirizza alla vita nel modo più naturale possibile.

Da cosa parte una tua creazione musicale? Cosa ti ispira principalmente? La notte è piena di magia, e se sei un creativo, davvero è quello il momento migliore per produrre. Vivo su un lago e di notte, spesso, sono arrivate delle frasi musicali incredibili, delle vere e proprio poesie in note.

A cosa stai lavorando in questo momento e prossimi progetti? Dopo Una Vita Controcorrente pubblicato anche da Mondadori, oltre che dalla Edel, ho lavorato al mio nuovo singolo, Aria, di cui è nata anche la versione spagnola, per il video della quale contiamo sulla regia di Paola Palma, che ha lavorato anche con Annalisa Minetti. E proseguiremo con la pubblicazione dell’intero album.

Cosa ti piace del panorama musicale italiano e cosa, invece, proprio non sopporti? Non sopporto  le ipocrisie, specie le giurie che criticano i cantanti, giudicano spesso senza avere un minimo di preparazione musicale. Non è corretto, in questo modo si specula sulla musica. Ma non è questo che fermerà l’ispirazione e la passione.

C’è mai stato un momento in cui avresti voluto rinunciare alla musica? Spesso il percorso è stato in salita ma non riuscivo a stare lontano dalla sala prove nemmeno un giorno, è nel mio DNA, è  il mio modo di vivere e comunicare e non potrei mai rinunciarci.

Se potessi definire la tua musica scegliendo la canzone di un altro artista, quale sarebbe e perché? Direi proprio Laura non c’è di Nek! I nostri stili si somigliano molto, mi piacciono la sua ironia ed il suo modo di cantare l’universo femminile.

Da addetto ai lavori, qual è la tua opinione sui reality musicali? Ce ne sono troppi e a mio avviso e non potranno mai sostituire la gavetta. Il confronto con la gente, con le piazze, è quello a formarti, e parlo per esperienza, ho suonato ovunque, dalla Svizzera a Brooklyn.

Come ti vedi fra dieci anni o più? Mi piacerebbe insegnare quello che ho imparato dalla musica, anche se sono il primo ad avere ancora voglia di imparare tanto.

Cosa possiede la musica italiana di unico? La melodia, quella italiana è unica al mondo. Magari siamo deboli su tante altre cose, ma sulla melodia non abbiamo rivali.

Gianluca Gemini oggi vuole dire grazie a chi? Grazie a chi mi ha permesso di fare la gavetta,  alla Edel e a tutti quelli che hanno creduto in me e hanno fatto da gancio con il pubblico. Immagino Gianluca Gemini nuovamente sul suo lago, con la notte a fare da buia Musa eccezionale ed una meravigliosa architettura di note, pause e fraseggi che gli scivola dai pensieri fino alla  voce. Una piena incontenibile che guadagna il meritato estuario. 

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Giorgio Ariu

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