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Martedì, 06 Marzo 2018 11:10

"vengo anch'io" con cristel caccetta - di emilia filocamo

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I miei genitori mi hanno chiesto innanzitutto di essere felice, appoggiando il mio percorso artistico. A tu per tu con l’attrice Cristel Caccetta,   coprotagonista del film Vengo anch’io, in uscita in tutte le sale l’otto marzo.

Tutte le vite sono fatte di scelte: a decidere quanto giuste, fortunate, oppure totalmente errate, è di certo il compiersi del destino, è l’esito di quella stessa scelta, dell’aver svoltato in una determinata direzione al comparire del fatidico, emblematico bivio, una forcina che, prima o poi, tocca tutti.

Ma non tutte le vite sono fatte di coraggio, questo è certo. Il coraggio, specie se abbracciato indissolubilmente ad una grande passione, ad un sogno a cui non si riesce a rinunciare, è probabilmente l’arma più appuntita, letale ed invincibile ai danni degli ostacoli e delle disillusioni. Se poi a questo bel preambolo, a questa necessaria introduzione, aggiungiamo il talento, la determinazione e la voglia di farcela, allora il ritratto che viene fuori è quello di una giovane artista, un’attrice bella del suo sud, della sua Lecce, Cristel Caccetta, dall’8 marzo, al cinema nel film di Corrado Nuzzo e Maria Di Biase Vengo anch’io. E mi sembra quanto mai appropriata l’uscita di questo film proprio nel giorno della festa delle donne, perché, senza incorrere in stereotipate e retoriche considerazioni che sarebbero assolutamente trite e fuori luogo, Cristel è una donna coraggiosa, appunto, di quelle che per prendere il cosiddetto metaforico treno della vita, riescono a buttarsi dietro l’incipit promettente di una storia d’amore, le volute barocche e i palazzi di Lecce, la sicurezza di un ambiente familiare di sostegno, e costruire, lego dopo lego di convinzione e forza, una vita ex novo come artista a Roma, fra difficoltà economiche e non solo.

Cristel aveva un sogno: tornare nella sua città con qualcosa di ben fatto alle spalle, tornarci insomma consapevole di aver realizzato il proprio sogno. E il destino ha voluto proprio così, come lei stessa racconta nel corso di questa intervista.

Cristel, puoi raccontarci la tua esperienza sul set di Vengo anch’io, ed il tuo personaggio? Sicuramente è stata un’esperienza molto emozionante, anche perché è la mia prima volta da coprotagonista. Tuttavia, la cosa più bella è stata arrivare sul set assolutamente preparati perché abbiamo fatto provini intensi, un mese intero di prove per far funzionare bene il film. Avendo dovuto interpretare un’atleta, ho seguito lezioni di canottaggio e mi è sembrato davvero di lavorare in un set all’americana, dove ci sono coach per ogni cosa. E poi sul set si sono create delle dinamiche familiari molto interessanti. Interpretare il mio personaggio è stato complicato per vari motivi: innanzitutto, da ventisettenne, ho dovuto interpretare una ragazza di 18 anni con tutte le problematiche connesse all’adolescenza, una ragazza che ha subito l’abbandono del padre, che spesso reagisce con aggressività a chi le è maggiormente accanto, e che si sente una perdente. Non è stato facile rendere tutti questi tormenti, anche perché la mia adolescenza non è stata così difficile.

Qual è secondo te, il punto di forza delle storie italiane raccontate al cinema? Cosa le rende uniche? Beh, non posso che rifarmi alla mia esperienza, e dunque alla commedia che ho appena interpretato e che definirei  una commedia all’italiana come quelle di un tempo, nelle quali la gente può sorridere anche dei drammi. Il talento italiano credo sia proprio nel ricreare queste situazioni con personaggi che sembrano sprovveduti, perdenti ma nei quali è possibile identificarsi e per i quali provare empatia. Sono fiduciosa rispetto alla commedia italiana, c’è tanto talento in giro e ammiro i produttori coraggiosi, che osano con attori magari sconosciuti. E’ stato anche il mio caso,  e di questo ringrazio il produttore, che mi ha voluta nonostante non fossi un volto noto del grande schermo.

Passione e sacrificio sono sicuramente due elementi fondamentali del tuo mestiere. Ma c’è mai stato un momento in cui avresti voluto arrenderti? Fortunatamente sono molto determinata ed ottimista e poi ho avuto la mia famiglia dalla mia parte. Pur essendo una famiglia semplice, modesta, mi ha proprio chiesto di essere felice e di cercare la strada che mi portasse alla felicità. Certo non è stato facile, specie all’inizio, vivere a Roma, affrontare anche le difficoltà economiche, perdersi nella Grande Bellezza di questa città, ma ce l’ho fatta. Certo ci sono state delle rinunce: ad un certo punto, per seguire il mio grande sogno, ho rinunciato all’amore, ho scelto, non senza difficoltà, ma sentivo che il mio lavoro doveva essere il mio partner.

Cosa ti aspetta dopo Vengo anch’io? Prossimi progetti? Adesso sto lavorando ad una commedia teatrale che andrà in scena a fine maggio, infatti mi hai proprio “ presa” durante le prove. E poi amo scrivere e con il mio attuale fidanzato, stiamo lavorando alla settima stesura della sceneggiatura di un film. Io ed il mio compagno non siamo propriamente degli sceneggiatori, avendo entrambi studiato da attori, ma siamo convinti che abbiamo qualcosa di bello da raccontare e vogliamo farlo nel migliore dei modi. Il messaggio che vogliamo lanciare, e per il quale mi batto molto, è che bisogna lasciare liberi i bambini di esprimersi, avendo avuto la fortuna di avere genitori che me lo hanno permesso, mi piace insistere su questa necessità di libertà.

Come trascorrerai la sera prima dell’uscita del film? Emozioni, paure? E dove vedrai il film? Sicuramente proverò la stessa sensazione che ho provato la sera prima dell’ultimo provino per il film, era come dover affrontare l’esame di Stato. Tuttavia sono fiduciosa perché rivedendo già il film non ho avuto sensazioni negative ma solo la consapevolezza di aver lavorato bene. Magari mediterò, chi lo sa! E credo che vedrò il film a Lecce, dove è prevista anche l’uscita, con la mia famiglia. Sai, avevo un sogno, ritornare a Lecce e fare qualcosa di bello, ed è accaduto. Non credo ci sia molto da aggiungere al finale di questa intervista: Cristel è partita con il suo sogno, più pesante di qualsiasi altro bagaglio, perché un sogno porta con sé rischi e disillusioni, difficoltà e paure. Ha salutato un amore in fieri e la città che l’ha vista nascere per puntare a teatri, ciak e provini. Ma Cristel è tutta coraggio, è una ragazza/ donna, è un’ adolescente sul set e una donna sicura nella vita, e la vita premia certi azzardi apparentemente rischiosi. Lei tornerà a Lecce, l’otto marzo, e vi tornerà proprio grazie al sogno per il quale ha salutato la sua terra. 

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Giorgio Ariu

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