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Mercoledì, 11 Aprile 2018 12:58

Art, quella desinenza comune ad artisti e artigiani

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Si sono spente le luci della quattro giorni proposta all’ExART da Arti al Centroa cui il Tg3 della RAI ha dedicato un dettagliato servizio, che la GIA Eventi è già al lavoro per riprendere la sfida per la sessione primaverile che vedrà la luce a maggio.

Sfida significante che trova forza in una coralità partecipativa e nel contempo ardua, tendente a coniugare  Arte e Artigianato. Quasi una antinomia. Una contrapposizione fra strumentalità funzionale ed il sogno. Fra realtà e immaginazione. Eppure proprio per questo coinvolgente. Stimolante. La sintesi di Arti al Centro. Ed è l’incontro che si è formato come magicamente che vale il percorso del ricordo. Le ceramiche che imprigionano l’anima della tradizione - dal sapore moderno ed antico in uno, che sotto lo sguardo dei visitatori, gli artigiani preparano live, come a testimoniare l’istante dell’incanto creativo - in una dimensione volutamente dedicata e condivisa, si intrecciano idealmente con i lavori dei pittori Antonio Secci, Angelo Liberati e Carlo Nieddu Arrica.

Lungimiranza o combinazione fortunata è da dire che quelli di Antonio Secci , che ha a lungo lavorato a Milano, legato notoriamente al movimento dello “spazialismo”, sono in contemporanea ospitati nelle prestigiose mostre di Bologna Seven’sBo e Milano SpazioRaw nel progetto Art City 2018, dal titolo : “Squarci per uno spazio possibile”. A testimoniare quanto la ricerca della qualità sia sempre il miglior viatico.

In tal senso anche la presenza di Angelo Liberati con significativi prodotti del suo percorso. Artista romano, giunto negli anni 70 a Cagliari, background legato al movimento che fu culla della pop-art romana e non solo. Le sue opere - a volte dedicate alla sensualità femminile, a volte ai grandi registi del cinema, come Visconti o Antonioni o a giganti della musica come Bob Dylan ed a volte alla narrazione vibrante della attualità - testimoniano del suo  orientamento alla poesia visiva, nel solco tracciato da Renzo Vespigniani.

Per definire le realizzazioni di Carlo Nieddu Arrica che usa raccontare il mare sardo, in opere deputate a riflettere stati d’animo o nostalgie, ci avvantaggiamo delle parole tempo fa espresse da Marzia Marino in merito questa pittura “… di matrice post-impressionista che tende all’astrazione” in una  ripetizione sempre originale della Sella del Diavolo - ossessiva come per Cèzanne la montagna di Sainte Victoire -   Quanto ai  colori, decisivi nella connotazione e spesso trasognanti, risultano sempre evocativi del paesaggio marino, tanto da costituire ormai la sua cifra consolidata nel cammino artistico. Pittore ambientalista, fa parte del movimento internazionale degli “Erranti” creato da Petretto e Arango Correa.

E allora appuntamento a maggio per la edizione prossima. Ancora ad inseguire la bellezza, i sussulti della creatività.

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Giorgio Ariu

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