GIA COMUNICAZIONE di Giorgio Ariu
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Giovedì, 01 Maggio 2014 03:44

COSÌ SI REALIZZÒ IL SOGNO DEL BOMBER

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Sono passati quasi quarant’anni, ma mi ricordo come fosse ieri. Era il giorno della finalissima di Coppa dei Campioni, Liverpool-Borussia Dortmund. Lo Stadio Olimpico era gremito in ogni ordine di posti. Oltre quindicimila i rappresentanti del tifo inglese ed altrettanti supporters tedeschi. Tifo e cori d’altri tempi in una di quelle serate di fine primavera che solo Roma è in grado di regalare. La possibilità di poter assistere dalla tribuna d’onore ad una finalissima di Coppa dei Campioni era stata la degna chiusura di una giornata indimenticabile per tutti gli istruttori del “Centro Addestramento Gigi Riva”. La mattina, una delegazione di cui facevo parte assieme allo stesso Gigi Riva, Cenzo Soro, Enzo Molinas e Franco Congiu - il primo conduttore di Videolina Sport, geometra ed esecutore materiale del progetto - si era recata fino a Montecitorio allo scopo di perorare la causa di migliaia di famiglie di Cagliari e dintorni che chiedevano con diritto la possibilità di avere uno spazio adeguato alla costruzione di un impianto dove poter far praticare una disciplina sportiva ai propri figli. L’area richiesta era una piccola fetta di terreno in prossimità dello stadio S. Elia, che doveva essere affrancata da vincoli particolari. Neanche la mente più fervida può immaginare quanto avvenne al nostro ingresso a Montecitorio, dove era in corso una seduta del Consiglio dei Ministri del Parlamento Italiano. L’onorevole Evangelisti, non appena gli fu annunciata la presenza di Riva, interruppe immediatamente la seduta dei lavori parlamentari per avere il piacere e l’onore di abbracciare il mitico Gigi. Un momento di enfasi profonda e spontanea a cui parteciparono tutti i parlamentari presenti, che ci coinvolse nostro malgrado e che ci diede la giusta misura del potere carismatico del cannoniere principe più amato dagli italiani. Il colloquio semplice che seguì determinò la certezza che la causa perorata sarebbe andata a buon fine, come da progetto adeguatamente documentato. Quello che sembrava un progetto di logica realizzazione, visti i contenuti sociali che si proponeva di perseguire, col passare del tempo stava diventando un sogno nel cassetto. Ma qualche volta i sogni diventano realtà, e quel mitico 8 giugno ne fece realizzare uno: Cenzo Soro venne convocato per firmare il documento per il passaggio del terreno al nuovo centro di addestramento, documento che dava la vita al centro stesso, svolta epocale per i piccoli calciatori cagliaritani. Archiviati 22 anni di pratiche, firme e iter burocratici così lunghi da far venire mal di testa, in una delle tante mattine cagliaritane - grazie al cuore di tutti i collaboratori, tecnici e amici - venne alla luce il “Centro Addestramento Gigi Riva”, marchio sardo al calcio che vale.

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